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PER RICEVERE LA TV DIGITALE COSA CI VUOLE?
 Dedicato a chi muove i primi passi nel mondo della tv satellite

Chi si avvicina ora alla tv satellite trova un panorama completamente diverso da chi ha iniziato ad interessarsene qualche anno fa. Oggi siamo in piena era digitale con le sue regole e le sue incertezze. Proviamo a tracciare un possibile percorso per chi vuole affrontare l’argomento con lucidità.

Il clima che caratterizza l’attuale momento della tv satellite è di grande cambiamento. E stata da poco introdotta la tecnica di trasmissione digitale che ha trasformato la tv via satellite e presto trasformerà anche la tv terrestre.

Chi si trova completamente a digiuno di conoscenze nel campo delle trasmissioni televisive solitamente tenta l’approccio con la tv satellite basandosi sulla poca esperienza acquisita da utente della tv terrestre.

Purtroppo le due "televisioni" terrestre e satellite hanno una sola cosa in comune: gli apparecchi impiegati per ottenere la visione dei programmi tv ovvero i televisori e i videoregistratori. Tutto ciò che stà "dietro" è nettamente diverso passando dal terrestre al satellite. In prima analisi le elevate frequenze impiegate e l’estrema lontananza del satellite, fanno si che anche soltanto orientare una antenna parabolica diventi una operazione difficilissima e a volte insormontabile per la quantità di variabili in gioco.

Proprio a queste variabili ci si deve riferire costantemente e la loro conoscenza permette di ottenere la padronanza del mezzo.

Le variabili in gioco

In prima analisi la differenza tra trasmissione tv terrestre e satellite è costituita dall’estrema lontananza del satellite, più di 36 mila chilometri, rispetto ad un normale ripetitore tv terrestre che solitamente non dista più di qualche decina di chilometri.

Per questo motivo le trasmissioni satellitari impiegano frequenze di trasmissione elevatissime che richiedono meno potenza per fare più chilometri.

Ciò significa che i segnali della tv satellite quando raggiungono la terra, o meglio l’area di servizio a cui sono destinati, sono talmente deboli da richiedere apparecchiature speciali e sofisticate per la loro "cattura". Tali apparecchiature si possono sintetizzare in quella che è oggi l’antenna parabolica.

Un altro aspetto che differenzia i segnali tv terrestri da quelli della tv satellite riguarda il metodo con cui i vari programmi tv e radio vengono trasmessi. Il metodo impiegato dal tv terrestre è stato concepito per permettere il servizio con apparecchi riceventi a basso costo. Ciò ha permesso di sviluppare prodotti, quali i televisori e i videoregistratori, su larga scala e quindi ottenendo buone prestazioni a prezzi accessibili. La modalità di trasmissione TV terrestre ha un grande difetto, l’estrema sensibilità alle riflessioni. Capita raramente di osservare immagini nitide soprattutto in montagna o al mare. Ciò è determinato dall’estrema vulnerabilità dell’immagine tv in presenza di riflessioni date dalle montagne, da ostacoli di varia natura o dal mare.

Nelle trasmissioni tv satellite per evitare i fenomeni degradanti del lunghissimo percorso dei segnali viene applicata una modalità di trasmissione diversa che non è sensibile ai fenomeni di riflessione ma che richiede maggiori risorse in termini di banda occupata. Infatti un canale tv terrestre occupa normalmente una banda larga circa 8 MHz contro i 27/36 MHz di un canale satellitare. Nonostante ciò la tv satellite si è evoluta senza restringere la banda occupata da un canale.

Queste differenze tra tv terrestre e satellite, rendono incompatibili i televisori ed i videoregistratori con i segnali diffusi via satellite. Per questo motivo non si può collegare l’antenna parabolica direttamente al televisore.

Ci vuole quindi un apparecchio che funzioni da interfaccia tra l’antenna parabolica ed il televisore. Questo apparecchio è il ricevitore satellite.

Grazie alle attuali tecniche di trasmissione digitale, si possono ricevere da satellite oltre ai programmi televisivi e musicali anche servizi aggiuntivi. Tra questi il più semplice ed anche il più intuitivo è l’EPG (Electronic Program Guide) ovvero la "guida elettronica ai programmi". Grazie a questo servizio si può sapere in ogni istante il nome del programma che si stà seguendo ed avere informazioni sulla sua durata, orario di inizio e fine, e informazioni aggiuntive quali : una breve descrizione del programma o la trama di un film.

Questo servizio è già attivo anche per i canali della RAI e, credete, non c’è niente di più comodo.

 
Esempio di EPG visualizzato su un programma RAI con un ricevitore costruito da Italtel

Sono attualmente attivi altri servizi offerti dalla tv a pagamento dell’unico, al momento in cui scriviamo, provider ovvero D+. Tali servizi riguardano la possibilità di ricevere trasmissioni a pagamento di partite di calcio, avvenimenti sportivi, e altri programmi. Inoltre si stà introducendo un servizio sintetizzabile nelle parole "paga per vedere" e conosciuto come pay per view abbreviato PPV. Questo è il primo di alcuni servizi innovativi che si stanno evolvendo in continuazione. Basti pensare che in Francia, i provider della tv digitale da satellite offrono addirittura la possibilità di giocare con appositi video game interattivi trasmessi via satellite utilizzando il telecomando in dotazione con l’apparecchio..

Non c’è che dire il panorama è allettante ed offre argomenti convincenti per passare alla tv satellite.

I componenti dell’impianto

Facciamo conoscenza con i componenti necessari alla ricezione da satellite.

Prima di tutto parliamo dell’antenna. Questa deve essere di tipo parabolico, ovvero deve essere formata da un disco riflettore ed un dispositivo speciale posto di fronte, in una posizione che si chiama "fuoco della parabola".

Questo dispositivo speciale si chiama "LNB" o comunemente "convertitore".

Lo scopo del convertitore è di amplificare i segnali ricevuti da satellite e nello stesso tempo convertirli in segnali aventi un valore di frequenza più basso. Facciamo un esempio: per ricevere i programmi digitali della RAI la nostra antenna deve captare un segnale avente una frequenza pari a 11.804 MHz, tale frequenza all’uscita dell’LNB la ritroviamo notevolmente abbassata e pari ad un valore di 1.204 MHz. Questa frequenza può transitare comodamente e senza problemi in un cavo coassiale e quindi può essere trasferita verso il ricevitore satellite. Diversamente la frequenza di 11.804 MHz è troppo elevata per percorrere un cavo coassiale e quindi non sfruttabile per collegare qualsiasi tipo di apparecchio. Il convertitore è dunque un elemento indispensabile per rendere i segnali ricevuti da satellite completamente fruibili dai restanti apparecchi dell’impianto di ricezione.

Il ricevitore satellite è l’elemento più costoso di una impianto tv satellite.

Il suo compito è di trasformare i complessi segnali satellitare in normali segnali tv visualizzabili sui comuni televisori. Per compiere questa operazione deve poter sintonizzare i vari canali, elaborarli e trasformarli idoneamente. Visto che tutte queste operazioni richiedono circuiti complessi il tutto viene gestito da un microprocessore centrale interno al ricevitore e controllabile con un telecomando.

Il ricevitore satellite diventa quindi un apparecchio nel quale si deve compiere la sintonia e la successiva memorizzazione di tutti i canali ricevibili da satellite. Diventa quindi indispensabile l’impiego di un telecomando sia per selezionare i canali disponibili sia per compiere altre operazioni aggiuntive.

Conclusioni

Riassumendo quindi, un impianto per ricevere la tv via satellite è composto dai seguenti elementi:

una antenna parabolica dotata di LNB, un cavo di collegamento per l’antenna, un ricevitore satellite, un cavo di collegamento con il televisore.

Esempio di mmagine TV generata dall’EPG - Il servizio televisivo diffuso da satellite sfrutta nuovi servizi offerti gratuitamente agli utenti come l’EPG. Con questo servizio si ottiene sullo schermo del tv la visualizzazione di informazioni aggiuntive sul programma corrente quali, il titolo del programma, l’eventuale trama di un film ecc;....

 

Ricevitori digitali


Prima di acquistare un ricevitore digitale per sintonizzare le trasmissioni satellitari, occorre conoscere in modo più approfondito quali sono i servizi trasmessi e i ricevitori idonei per riceverli. Esistono infatti sei categorie di ricevitori digitali:

ognuna delle quali dotata di caratteristiche tecniche specifiche per sintonizzare determinati servizi.
Prima di addentrarsi nell'argomento è importante sapere che i canali trasmessi in chiaro possono essere gestiti da qualsiasi ricevitore a prescindere dalla categoria di appartenenza. basta infatti allacciare l'apparecchio all'antenna parabolica per vedere sul proprio televisopre tutte le trasmissioni digitali trasmesse in etere. Naturalmente da questo discorso sono escluse le trasmissioni in chiaro analogiche e le trasmissioni digitali codificate, che sono visibili solo sottoscrivendo un abbonamento al Service Provider. In quest'ultimo caso, oltre a pagare l'abbonamento, è necessario che il ricevitore satellite sia dotato dei circuiti idonei per elaborare e ricomporre i segnali ricevuti in codifica

IL DECODER UNICO RESOCONTO FINALE (SPE
 

Finalmente le due pay tv italiane sono arrivate ad un accordo per l'introduzione del "mito Decoder unico".
La data fissata è il 26 Agosto, in concomitanza con la partenza del campionato di calcio 2001/02, e speriamo che in estremis non vi sia un nuovo rinvio, in quanto ve ne sono già stati fin troppi...

Così dal 26 Agosto, non solo grazie ad un solo ricevitore, ma anche grazie ad un unica smart card sarà possibile ricevere sia Stream che Tele+, per esempio: un abbonato a Tele+ con ricevitore Seca può richiedere l'attivazione sulla sua smart card di Stream, lo stesso per gli abbonati a Stream con ricevitore Nds.
Gli unici utenti finali esclusi sono quelli che da subito si sono spinti verso il digitale, acquistando un ricevitore Irdeto, con i quali sarà possibile ricevere solo Stream, che ha annunciato in dichiarazioni ufficiali di non voler abbandonare tale codifica, come è stato fatto dalla pay tv concorrente già da qualche mese.

Certo, qualche problema e limitazione vi sarà, infatti con il ricevitore di un'operatore non è possibile ricevere la pay tv e i servizi interattivi dell'altra, ciò significa che i possessori di GoldBox non potranno acquistare gli eventi di Primafila e lo stesso per i possessori di Italtel Stream con Palco.
Ciò che ci lascia stupiti è come l'Authority ha agito riguardo tutta questa vicenda che da mesi e mesi si protrae senza alcuno sbocco, sono solo state inflitte multe alle pay tv che hanno solo reso le cose più difficili, in quanto come è noto queste compagnie hanno chiuso i conti in difetto e, altre spese si andranno solo a riversare verso gli utenti finali.

Inoltre non è ben chiaro il perchè vi sia stato quest'ultimo rinvio, in quanto già da mesi entrambe le pay tv avevano parlato di test effettuati in laboratori che avevano verificato il corretto funzionamento della codifica del concorrente sui ricevitori dotati di codifica proprietaria.

Come funziona il digitale


Le limitazioni delle emissioni analogiche (occupazione di "spazio" della portante RF e apporto di rumore) sono state brillantemente risolte con l'utilizzo della nuova tecnologia digitale, ottenendo ottimi risultati sia in termini di qualità sia "d'ingombro". Infatti, a parità di spazio disponibile, durante alcune trasmissioni sperimentali effettuate per verificare le potenzialità del sistema, è stato possibile trasmettere fino a ben 13 canali televisivi (audio incluso) oppure un'ottantina di canali radiofonici. Tutto ciò senza contare le informazioni di servizio aggiuntive come la guida elettronica dei programmi (EPG).

Quest'ultima, come molti sapranno, permette di assumere un gran numero di informazioni sugli eventi in trasmissione quali gli orari e i titoli dei singoli programmi in palinsesto, sintetici riassunti sui contenuti di ogni singolo programma, trama - autore - anno di produzione dei film in programmazione e così via. L'EPG è inoltre affiancato da eventuali sottotitolazioni in diverse lingue dei programmi tv, doppiaggio audio dei filmati disponibili in diverse lingue e tante altre cose ancora. Queste sono tuttavia solo una parte dei vantaggi conseguiti utilizzando trasmissioni di tipo digitale. Vediamo quindi di comprendere meglio perché tutto ciò risulta possibile e in quale modo si creano questi "spazi" aggiuntivi rispetto al formato analogico.

Per giungere nel salotto di casa i segnali digitali trasmessi dai satelliti devono essere trattati con particolare cura. La tv digitale infatti, essendo una tecnica di trasmissione completamente diversa da quella analogica, richiede l'impiego di apparecchiature appositamente dedicate che attingono da una tecnologia complessa e sofisticata. Anche se le più recenti produzioni vengono effettuate direttamente in digitale, sul mercato è presente ancora una grandissima quantità di filmati in matrice analogica ancora attuali e commercialmente sfruttabili. In questi casi la prima operazione da effettuare consiste nel convertire in digitale ciò che si desidera trasferire in etere. I parametri relativi alle immagini e ai suoni, vengono quindi trasformati in numeri ("0" e "1") e successivamente raggruppati in stringhe (data stream) di dati. Attraverso complesse tecniche di elaborazione, queste informazioni numeriche possono essere "ridotte" fino ad occupare decine e decine di volte in meno, lo spazio necessario per una medesima immagine analogica. Ma com'è possibile realizzare una riduzione elettronica delle immagini? La tecnica di compressione, così viene definita questa procedura, sfrutta la possibilità di trasferire via etere esclusivamente le effettive "variazioni" che avvengono in un fotogramma rispetto a quello precedente, non trasmettendo quindi quelle parti che rimangono momentaneamente immutate. In questi casi la compressione digitale elabora esclusivamente le effettive variazioni che avvengono all'interno dell'immagine lasciando inalterati tutti quei valori che si trovano in una condizione di "crominanza" e "luminanza".

Tutta la porzione di immagine che non viene trasmessa in quanto immobile, resta "campionata" nella memoria del ricevitore sat fintanto che l'immagine-fonte non richieda una o più variazioni. Questo semplice procedimento permette di liberare gran parte della portante RF creando conseguentemente spazio per trasportare altre innumerevoli informazioni al nostro ricevitore. Naturalmente quando le immagini si avvicendano velocemente tra di loro, come ad esempio in occasione di un evento agonistico, le risorse necessarie per far fronte a queste necessità sono più elevate: in questo caso, anziché riuscire a trasmettere 8/10 canali tv (dove prima passava un solo programma tv analogico) se ne potranno trasmettere solamente 6, 5, 4 a seconda della risoluzione d'immagine che si desidera avere. Più la risoluzione è elevata, maggiore sarà la definizione dell'immagine. Più elevato è il numero di punti che compongono un'immagine e maggiore sarà la sua risoluzione. Supponiamo che una portante RF abbia in totale a disposizione 4.500.000 punti. Se sulla nostra portante abbiamo 10 canali tv, ognuno di questi per la ricomposizione delle immagini sul televisore ne avrà a disposizione 450.000. Qualora uno di questi canali, per qualsivoglia motivo, richieda una risorsa in punti che superi le 450.000 unità, si dovrà necessariamente ridurre il numero dei canali tv conviventi sulla portante RF, impoverendone conseguentemente la relativa definizione.

Un'altro aspetto che potrebbe destare curiosità, riguarda il perché le trasmissioni digitali siano esenti da rumore di trasmissione. Poiché l'immagine viene convertita alla fonte in stati logici ("0" e "1"), questi ultimi viaggiano in etere arrivando al ricevitore sat digitale in forma numerica. Sarà, quindi, all'interno del ricevitore che avverrà la trasformazione delle cifre numeriche in informazioni analogiche, le quali è come se prendessero vita nel salotto di casa, non avendo dunque la possibilità di raccogliere per strada influenze di alcun tipo.

Lo standard DVB 


Il DVB (Digital Video Broadcasting) è lo standard di trasmissione digitale adottato in Europa. Il progetto DVB, iniziato nel 1993, è stato elaborato da un gruppo di operatori del settore televisivo e rappresentanti di aziende produttrici (Digital Video Broadcasting Group, da cui il nome) provenienti da più di 30 Paesi.

DVB per Internet e interattività

Il DVB è stato sviluppato per includere tecniche d'incapsulazione che consentono ai pacchetti dati MPEG-2 di trasportare traffico TCP/IP (Internet) alla stessa velocità di molti Megabit al secondo della TV digitale.

Digital Video Broadcasting - The European standard for digital TV:

http://www.dvb.org

CAPIRE I RICEVITORI SATELLITE

Avete installato con successo il vostro primo impianto e vi apprestate a compiere i primi passi nell'esplorazione del vostro ricevitore e delle sue funzioni. Di fronte a voi avete un apparecchio molto evoluto frutto di continui miglioramenti che si sono susseguiti nel tempo con lo stesso ritmo con cui si sono evolute le trasmissioni da satellite e l'offerta di canali e servizi che ne deriva.

Gli attuali ricevitori da satellite sono forse più complessi di un normale televisore nonostante le ridotte dimensioni e l'apparente semplicità. I circuiti interni e la logica di funzionamento devo compiere operazioni molto importanti che hanno come unico scopo trasformare i segnali ricevuti da satellite in normali segnali visualizzabili su un comune televisore.

La modulazione che fa la differenza

Forse vi sarete chiesti più di una volta perché una antenna parabolica non si può collegare direttamente ad un televisore o ad un videoregistratore. Infatti l'antenna come tale si presume che non debba compiere chissà quali operazioni e quindi, come accade per i segnai terrestri, si possa connettere semplicemente con la presa di antenna del televisore. Ciò non è possibile in quanto i formati dei segnali sono incompatibili tra loro e a renderli compatibili ci pensa normalmente il ricevitore satellite.

Per chi volesse approfondire il discorso diciamo che la differenza tra un segnale terrestre ed un segnale satellite è determinata dal tipo di modulazione utilizzato. Contro una modulazione di tipo AM relativa ai canali terrestri si ha una modulazione FM per i canali satellitari analogici e QPSK per i canali digitali.

Per farla breve, il nostro televisore di casa non accetta altri segnali televisivi se non quelli modulati in AM e quindi quelli trasmessi dai ripetitori tv terrestri. Il ricevitore satellite compie il "miracolo" ovvero trasforma i segnali ricevuti da satellite da FM a AM (ricevitore analogico) oppure da QPSK a AM (ricevitore digitale). Se volessimo completare il quadro tirando in ballo la tv via cavo, anche in questo caso viene sfruttata la modulazione digitale ma di tipo diverso da quella satellitare e si chiama QAM. Il ricevitore per tv via cavo per adattare il formato del segnale al normale televisore esegue anch'esso una trasformazione di modulazione da QAM a AM.

Per correttezza si dovrebbe specificare che ricevitori digitali nel processo di trasformazione devono rigenerare anche le componenti del segnale che ne definiscono lo standard cosa che non avviene nel ricevitore analogico dove i segnali FM sono trasmessi secondo i classici standard analogici PAL, Secam e NTSC. E' quindi più coretto definire l'operazione fatta dai ricevitori digitali come conversione QPSK- PAL AM nel caso del satellite e QAM - PAL AM nel caso della tv via cavo.

 

La sintonia dei canali

Il ricevitore da satellite, qualunque esso sia, analogico o digitale, per effettuare la trasformazione del segnale deve poterlo sintonizzare. Per fare ciò dispone di un vero e proprio sistema di sintonia come quello che esiste già nel nostro televisore. Ciò è necessario in quanto l'elaborazione del segnale deve avvenire per ogni singolo canale tv. In pratica il ricevitore satellite sintonizza un canale alla volta e lo trasforma in un formato compatibile con televisori e videoregistratori. Ciò quindi rende il ricevitore più complesso in quanto per sintonizzare un singolo canale servono molti circuiti tra cui anche un sistema che permetta di selezionare i canali e memorizzarli per poterli avere a disposizione rapidamente. Ciò, inoltre, implica l'uso di un telecomando per poter richiamare direttamente i canali memorizzati. Ecco che ogni ricevitore dispone quindi di un complesso sistema di sintonia, di selezione e memorizzazione dei singoli canali tv e radio.

 

Video e audio insieme

Uno dei "miracoli" della tecnica, che affascina soprattutto i neofiti, è il fatto che oltre ad immagini televisive si possano trasferire contemporaneamente i suoni ad esse associate ed il tutto in perfetta sincronia.

Questo scherzetto all'apparenza semplice, è invece il frutto di una attenta sperimentazione che ha accompagnato la scoperta e la messa a punto dei sistemi televisivi.

Il segnale audio è molto di verso da quello video pertanto richiede un trattamento separato nonostante entrambi i segnali debbano forzatamente condividere lo stesso mezzo di trasmissione.

Nella trasmissione di tipo analogico i segnali video e audio rappresentano le componenti essenziali di un segnale tv che vengono unite nella fase di trasmissione e separate nella fase di ricezione. Per viaggiare insieme mantenendo inalterate le proprie caratteristiche, nel sistema analogico si utilizza una frequenza portante sulla quale vengono trasportate le due informazioni.

Tale portante si può esemplificare come un mezzo aereo a due posti. Il mezzo aereo deve viaggiare ad una velocità elevata per non precipitare e tale velocità si può assumere come frequenza della portante che è normalmente compresa tra 10.700 e 12.750 MHz. I segnali video e audio devono invece mantenersi a bordo della portante rimanendo "sedute" ai propri posti. L'assegnazione "dei posti" corrisponde ad una precisa collocazione dei due segnali all'interno di quella che viene definita "banda base".

La banda base è caratterizzata quindi da un pacchetto di frequenze molto più basse di quella della portante e che sono comprese tra 0 e 8,5 MHz. La parte video è preponderante in quanto è più ricca di informazioni infatti occupa tutte le frequenze fino a 5,5 MHz, la parte audio invece tiene pochissimo spazio e può essere collocata nelle frequenze rimanenti lasciando un piccolo distacco dal video ed occupando quindi la banda base da 5,8 a 8,1 MHz.

Nella tecnica di trasmissione digitale i processi sono più complessi in quanto i segnali video e audio vengono campionati e trasformati da subito in una informazione digitale complessiva chiamata "stream di dati". Questi dati occupano un unico grande posto sulla nostra portante e ne disperdono l'energia per effetto della modulazione digitale QPSK. Non si opera più a livello di frequenze in quanto il segnale digitale è privo di riferimenti in frequenza relativi ai segnali originali audio e video. Sono le tecniche digitali che definiscono e separano all'interno dello stream di dati quelli relativi all'audio e quelli relativi al video. Il ricevitore digitale esegue il semplice conteggio dei vari dati e li separa secondo la loro appartenenza.

Questi sono gli aspetti più importanti di una trasmissione via satellite Che permettono di trasferire audio e video in quello che viene definito "canale televisivo".

 

Canali analogici e canali digitali

Se dovessimo confrontare tra loro due segnali tv satellite diversi, uno analogico e l'altro digitale, avremmo bisogno di un particolare strumento chiamato analizzatore di spettro. Con questo strumento si ottiene la netta distinzione tra i due segnali che risultano avere un aspetto diverso tra loro. Il segnale analogico è più a punta mentre quello digitale è più piatto e largo alla base. La differenza tra i due segnali impone l'uso di sistemi di sintonia molto diversi tra loro. Nel caso del segnale analogico il cosiddetto "tuner" oltre alla sintonia della frequenza portante di un singolo canale tv esegue la "demodulazione" ovvero la estrazione del segnale di "banda base".

In un ricevitore digitale il "tuner" esegue la sintonia della frequenza portante ed esegue la demodulazione del segnale separando le componenti "I" e "Q" del segnale digitale. Queste due componenti sono molto diverse dal segnale di banda base tipico di un segnale analogico. Le componenti I e Q contengono tutti i dati ed i riferimenti per individuare la collocazione dei segnali audio e video ma anche di segnali accessori quali semplici segnali dati con i quali il ricevitore digitale può ricevere istruzioni sul suo funzionamento.

Quest'ultimo caso è quello relativo, ad esempio, al controllo di smartcard per la ricezione di segnali a pagamento oppure all'invio di segnali accessori per la gestione di funzioni di routine quali l'identificazione dei singoli programmi tv e delle informazioni accessorie ad essi collegati che normalmente sono disponibili sui ricevitori digitali.

 

I parametri che influenzano la ricezione

Facciamo una sintetica carrellata sui parametri che influenzano la ricezione e che sono normalmente regolabili in ogni ricevitore. Si tratta di tutte quelle voci che appaiono nei menù del ricevitore e che rappresentano per il neofita un vero e proprio enigma.

 

I parametri dei ricevitori analogici

Schema a blocchi di un ricevitore analogico. Come si può notare il segnale ricevuto viene ulteriormente convertito e quindi demodulato. I segnali audio e video vengono demodulati autonomamente e possono raggiungere sia la presa scart che il modulatore RF.

Tensione LNB
Ogni ricevitore dispone spesso della funzione che permette di inviare o escludere la tensione che serve ad alimentare l'LNB montato sull'antenna. Alcuni ricevitori permettono solamente di decidere se la tensione deve essere sempre presente oppure sempre assente. Nel caso di impianto individuale la tensione deve essere presente nel caso invece di impianto collettivo può essere necessario escluderla. Altri ricevitori permettono di stabilire se la tensione di alimentazione deve essere presente sempre anche quando il ricevitore è in standby. Ciò permette di avere l'LNB già caldo e pronto anche con le temperature più rigide. Può essere necessario escludere la tensione di alimentazione in standby quando lo stesso LNB è collegato a due ricevitori un analogico ed un digitale accoppiati con un commutatore "digitale" per la gestione delle priorità tra i due ricevitori.

Frequenze OL
Tutti i ricevitori, analogici o digitali, richiedono l'impostazione della frequenza di OL dell'LNB. Si tratta della frequenza caratteristica del tipo di LNB che viene montato sull'antenna. Normalmente in un impianto singolo viene utilizzato un LNB universale che ha due frequenze di OL. Ognuna di queste due frequenze viene associata ad una banda di ricezione che può essere: alta (da 11,7 a 12, 75 GHz) o bassa (da 10,7 a 11,7 GHz). Pertanto si deve normalmente associare alla banda alta la frequenza di OL di 10,6 MHz mentre alla banda bassa quella di 9,75 GHz. Altri tipi di impostazione possono essere richiesti qualora il ricevitore venga collegato ad un impianto centralizzato.

Frequenza video
Per sintonizzare una canale tv analogico è necessario impostare la frequenza della portante che viene normalmente chiamata "frequenza video" oppure "frequenza IF video". Si tratta della frequenza portante del segnale che si vuole ricevere. Per conoscere il valore relativo ad un preciso canale si deve consultare la tabella dei canali riportata sempre sulla rivista. In questa tabella viene specificata la frequenza di ogni canale tv analogico presente sui vari satelliti ricevibili. Tale frequenza è solitamente espressa in GHz oppure in MHz. Ad esempio la frequenza di RAI UNO è 11,366 GHz. L'impostazione della frequenza nei ricevitori analogici può avvenire in due modi. Il primo richiede la frequenza reale di trasmissione il secondo richiede invece il valore di frequenza IF. Nel primo caso si deve impostare la frequenza reale 11,366 GHz nel secondo caso si deve fare la sottrazione tra frequenza reale e frequenza di OL dell'LNB. Se quest'ultima è di 9,75 GHz (visto che la frequenza 11,366 appartiene alla banda bassa) si ottiene la frequenza IF in questo modo: 11,366 - 9,75 = 1,616 GHz pari a 1616 MHz.

Banda
Nella fase di sintonia del ricevitore si deve assegnare la banda di ricezione che può essere alta o bassa. Alcuni ricevitori eseguono questa assegnazione in modo automatico in funzione della frequenza di ricezione. Infatti se tale frequenza supera gli 11,7 GHz viene automaticamente impostata la banda alta. Ciò significa che il ricevitore genera un segnale di controllo per l'LNB comunicandogli di cambiare banda di ricezione. Tale controllo sfrutta il tono a 22 kHz presente su tutti gli attuali ricevitori satellite. Se esso è assente l'LNB universale commuta in banda bassa mentre se il tono è presente l'LNB commuta in banda alta.

Polarizzazione
Ad ogni canale tv satellite viene assegnata una polarizzazione che può essere verticale "V" o orizzontale "H". Sugli elenchi dei canali tv satellite viene sempre indicata, oltre alla frequenza di trasmissione anche la polarizzazione. Nella fase di regolazione del ricevitore si deve impostare la giusta polarizzazione. Ad esempio: per ricevere RAI UNO in analogico si deve impostare la polarizzazione verticale "V". Per ricevere Eurosport si deve invece impostare la polarizzazione orizzontale "H"

Larghezza di banda IF
Nelle trasmissioni analogiche da satellite ogni canale televisivo è caratterizzato da una larghezza di banda che dipende dal tipo di satellite e dall'intensità della modulazione impostata dall'emittente. Questa caratteristica viene chiamata normalmente "deviazione". Vi sono canali ad elevata deviazione che richiedono una larghezza di banda IF maggiore di altri canali che invece hanno deviazione più contenuta. Non avendo dati sulla deviazione dei vari segnali ricevibili, la regolazione della larghezza di banda IF richiede alcune prove per ottenere la migliore ricezione possibile. Alcuni valori presenti su ricevitori analogici possono essere: 18 MHz, 27 MHz, 36 MHz. Il valore più basso va bene per i satelliti più deboli, il valore intermedio per quasi tutti i satelliti mentre il valore più alto solo per quelli ad elevata deviazione (solitamente Eutelsat e Intelsat).

Deviazione
Quando in un ricevitore analogico tra i parametri regolabili appare la regolazione della deviazione essa si riferisce solitamente al contrasto di immagine. E' infatti il contrasto a subire le conseguenze della deviazione. Una deviazione elevata richiede una riduzione di contrasto mentre una deviazione bassa richiede un aumento del contrasto. Passando da un canale all'altro e da un satellite all'altro ci si può accorgere delle differenze.

Frequenza audio
Come abbiamo visto nel sistema analogico il segnale audio viene associato ad una frequenza della banda base che si colloca tra 5,8 e 8,28 In questo spazio ci stanno normalmente un canale audio monofonico e quattro canali audio stereofonici oppure altri otto canali monofonici. Il ricevitore satellite analogico ha necessità di essere sintonizzato sulla giusta frequenza audio. Nelle tabelle dei canali è sempre riportata la frequenza dell'audio principale e dei anali audio secondari. Nelle trasmissioni tv in stereofonia viene utilizzata una coppia di canali audio la cui frequenza è 7,02 e 7,2 MHz.

Larghezza di banda audio
In analogia con la larghezza di banda IF anche il canale audio dispone di una larghezza che dipende dall'intensità di modulazione ovvero dalla deviazione audio. Normalmente si hanno due larghezze di banda chiamate semplicemente "stretta " e "larga". La larghezza di banda stretta viene utilizzata per i canali stereo e per i canali multilingue mentre quella larga serve esclusivamente per il canale mono.

Deenfasi
Questo termine si riferisce ad un particolare processo che permette di ridurre notevolmente il rumore di fondo audio. E' un semplice stratagemma per il quale nella fase di trasmissione si esaltano le frequenze acute (enfasi) mentre in fase di ricezione si abbassano (deenfasi). In questo modo il segnale audio non ne risente e non viene alterato mentre il rumore di fondo dovuto alla trasmissione si riduce drasticamente. La regolazione ottimale per un ricevitore dipende dal tipo di trasmissione audio. Solitamente ci sono i seguenti valori: 50µS adatta alla maggioranza dei casi, 75µS che ha un effetto maggiore, J17 adottata dai canali analogici francesi, Panda, adottata dalle trasmissioni stereo.

I parametri dei ricevitori digitali

Schema a blocchi semplificato di un ricevitore digitale per tv satellite. I dati utili vengono ricavati da un processo di correzione errori molto importante costituito da due classici blocchi funzionali chiamati Viterbi e Red Spolmono. Dopo la correzione errori il segnale è pronto ad essere demodulato e convertito in analogico. Da questo processo si ottengono i segnali audio, video e RGB. Questi segnali potranno raggiungere il televisore tramite la scart oppure tramite il modulatore RF.  

Frequenza di riferimento
E' la frequenza principale che corrisponde a quella del transponder satellitare sui cui viene trasmesso il pacchetto di canali digitali. Nei ricevitori digitali si deve impostare la reale frequenza senza effettuare alcun calcolo come avviene per qualche ricevitore analogico.

Polarizzazione
Anche i canali digitali vengono trasmessi con due possibili polarizzazioni, verticale e orizzontale. In fase di sintonia di nuovi canali si deve tenere conto della giusta polarizzazione deducendola dagli elenchi di canali pubblicati mensilmente dalla rivista.

Symbol rate
Semplificando, il Symbol rate esprime la velocità con la quale viene trasmesso il flusso di informazioni digitali. Si tratta di un valore direttamente dipendente dalla larghezza della banda disponibile sul satellite. Solitamente questo parametro è fornito dall'emittente e dipende dalla modalità di trasmissione SCPC Singol Channel Per Carrier oppure MCPC Multi Channel Per Carrier. Nel primo caso si ha un singolo canale TV digitale indipendente con un symbol rate molto basso intorno a 4.000 Ks/s mentre nel secondo caso si hanno più canali TV digitali raggruppati e trasmessi come un pacchetto con un Symbol rate che solitamente è di 27500 Ks/s

FEC
Con questo termine si intende un processo secondo il quale viene aggiunta ridondanza ai dati relativi alle immagini tv per permettere di effettuare in ricezione una efficace correzione degli errori ricevuti. Senza questo sistema ogni informazione persa avrebbe un riscontro sui singoli elementi di una immagine tv. Grazie al FEC si possono tollerare bene anche errori di grande entità. Solitamente un ricevitore digitale chiede l'impostazione del FEC in accordo con quello trasmesso dall'emittente. Vi sono anche ricevitori che invece non richiedono di impostare il FEC in quanto sono in grado di individuare automaticamente quale rapporto utilizzare. I FEC maggiormente utilizzati sono 2/3 e 3/4.

Articolo scritto da Vincenzo Servodidio - E-mail: spira@tin.it

LA MODULAZIONE DEI SEGNALI TV DIGITALI

La televisione digitale sfrutta tecniche di modulazione diverse da quelle normalmente impiegate dalla televisione analogica e ulteriormente differenziate per ogni modalità di trasmissione: terrestre, satellite o cavo. Ciò costringe ad impiegare apparecchi riceventi diversi per ognuna di queste modalità.

Per trasferire a distanza segnali televisivi si sfrutta un processo chiamato modulazione, con il quale il segnale televisivo, che sia analogico o digitale, sfrutta una portante (carrier) ad alta frequenza come mezzo di trasporto. Con questo sistema si possono trasferire informazioni video, audio e dati anche per lunghissime tratte come quelle che separano i satelliti dalla terra.

Nel campo delle trasmissioni per via terrestre viene impiegata la modulazione di ampiezza AM che è caratterizzata da una contenuta larghezza di banda del canale TV. Infatti nel sistema PAL B/G, che è normalmente impiegato nelle trasmissioni terrestri Italiane, ad ogni canale TV viene assegnata una banda larga 7 MHz in banda VHF e 8 MHz in banda UHF.

Nelle trasmissioni tv analogiche via satellite viene impiegata la modulazione di frequenza FM che garantisce una maggiore qualità delle immagini rispetto alla AM nonostante l’enorme distanza che separa il trasmettitore, a bordo del satellite, dalla stazione ricevente, sulla terra. Nella modulazione FM la banda del canale è molto più ampia e può variare tra 26 e 54 MHz. Attualmente le larghezze più usate per la diffusione diretta sono 27, 33 e 36 MHz.

Le trasmissioni tv digitali via satellite impiegano la modulazione QPSK (Quadrature Shift Keying) come previsto dallo standard DVB-S (Digital Video Broadcasting- Satellite) occupando la stessa banda di un canale analogico ma permettendo di trasmettere su di esso più programmi televisivi grazie alle tecniche di compressione dei dati e agli algoritmi di correzione degli errori.

La modulazione QPSK è già conosciuta nell’ambito delle trasmissioni numeriche ed è impiegata anche in altri servizi di telecomunicazioni. Nel campo delle trasmissioni televisive digitali via satellite è stata scelta per la sua robustezza nei confronti del rumore, caratteristica importante vista la lunga tratta, più di 36 mila chilometri, che deve percorrere il segnale per raggiungere le nostre case.

Quando un segnale televisivo digitale deve essere immesso in una rete via cavo si impiega la modulazione QAM (Quadrature Amplitude Modulation) in accordo con lo standard DVB-C (Digital Video Broadcasting- Cable). Questa modulazione è particolarmente adatta ad essere impiegata nella distribuzione via cavo per la sua ridotta larghezza di banda e per la sua scarsa influenzabilità da parte dei fenomeni tipici delle reti via cavo quali il return loss e gli echi, nonché le interferenze indotte dall’esterno.

Se il segnale tv digitale deve essere diffuso per via terrestre si richiede l’impiego di modulazioni digitali non influenzate dai fenomeni di riflessione e quindi particolarmente robuste ai cammini multipli. Per questo scopo viene quindi adottata la modulazione COFDM (Coded Orthogonal Frequency Division Multiplexing) in accordo con lo standard DVB-T ( Digital Video Broadcasting – Terrestrial).

 

La modulazione QPSK

Questo tipo di modulazione viene impiegato dalla tv satellite digitale. La trasmissione via satellite richiede l’impiego di basse potenze di trasmissione che parzialmente vengono compensate da sistemi di antenna ad elevato guadagno. Il punto debole di un collegamento via satellite rimane comunque il rumore. Infatti anche con i dovuti accorgimenti esso è sempre in agguato e soprattutto varia la sua entità secondo le condizioni climatiche con un aumento considerevole durante i periodi di pioggia o di tempo avverso. Proprio per evitare gli effetti degradanti del rumore viene impiegata la tecnica di modulazione QPSK. Questa accertata immunità al rumore è determinata dal principio di funzionamento del sistema che si basa su due portanti aventi la stessa frequenza ma sfasate tra loro di 90°. Le due portanti si chiamano I e Q. La lettera "I" sta per "in phase" mentre la lettera Q stà per "quadrature". spostando una o entrambe le portanti di 180° si ottengono quattro diversi fasori. Ognuno di essi si riferisce ad una combinazione di due bit chiamata simbolo. Nella figura 1 è evidenziata la mappa della "costellazione" QPSK. In presenza di rumore i quattro punti della costellazione tendono a muoversi e a confondersi per gli inevitabili spostamenti di fase. L’impiego di solo quattro fasori lascia ampio spazio a questi movimenti provocati dal rumore e quindi si ha un grande margine di funzionamento prima che il ricevitore di utente fallisca nel riconoscimento dei simboli.

La mancanza di un riferimento di fase nel ricevitore potrebbe determinare la necessità di trasmettere un riferimento affinché siano facilmente identificabili le portanti I e Q ma non è così. Infatti nella modulazione QPSK si rispetta un processo di cambiamento di fase che tiene conto del precedente simbolo impiegato. Questa tecnica chiamata "codifica differenziale" esclude la necessità di avere altri riferimenti. Questo sistema subirebbe molto negativamente gli effetti tipici dei collegamenti terrestri con riflessioni e cammini multipli e soprattutto con possibili interferenze. Per questo motivo la modulazione QPSK rappresenta la soluzione ideale per i collegamenti via satellite che, seppure rumorosi, sono largamente esenti da questi fenomeni.

 

 

Modulazione 64 QAM

Nelle reti di tv via cavo il rumore non costituisce un problema in quanto è normalmente limitato. Invece ha enorme importanza la banda disponibile pertanto i singoli canali devono occupare una banda ristretta, circa 7-8 MHz, pur mantenendo la qualità del segnale. Questo importante requisito non viene soddisfatto dalla modulazione QPSK in quanto la banda occupata da questa modulazione occupa normalmente l’intera banda disponibile su un transponder satellitare. La modulazione QAM sfrutta meglio le risorse in termini di banda grazie all’impiego della modulazione di fase e di ampiezza applicata a 64 possibili simboli. In questo modo si ottiene una mappa della costellazione costituita da 16 combinazioni per ogni quadrante per un totale di 64 simboli. Di fatto la modulazione QAM è derivata dalla QPSK ma a differenza di questa che ha un solo simbolo per ogni quadrante nella QAM per ogni simbolo si ha una ulteriore modulazione di fase e di ampiezza con sedici possibili valori per ogni quadrante. Le componenti I e Q mantengono la loro relazione di quadratura ma con molte più variazioni di fase rispetto ai 180° della modulazione QPSK. Nella figura 2 è rappresentata la costellazione QAM con le possibili 64 variazioni di fase e ampiezza. La presenza di più punti nella costellazione QAM rispetto alla QPSK permette di trasmettere più dati nella stessa unità di tempo portando ad una riduzione di banda ma acquisendo una minore robustezza nei confronti del rumore. La QAM potrebbe invece essere influenzata dalle riflessioni e dagli echi delle reti in cavo coassiale ma tale eventualità viene facilmente controllata introducendo la codifica del segnale e quindi sfruttando un sistema di correzione degli errori.

Modulazione COFDM

L’ambiente in cui si diffondono le trasmissioni per via terrestre genera fenomeni di degrado dei segnali quali, riflessioni, cammini multipli, e attenuazioni selettive in frequenza. Un segnale digitale modulato in QAM in questo ambiente subirebbe un tale degrado da diventare irrecuperabile. Anche altre tecniche di modulazione subirebbero serie penalizzazioni a causa della grande quantità di dati che caratterizzano i segnali televisivi compressi MPEG-2. Per risolvere tutti questi problemi è stata messa a punto la tecnica di modulazione ortogonale a divisione di frequenza OFDM.

Alla base di questo sistema si impiega sempre la modulazione QAM ma non applicata ad una sola portante ma a più portanti trasmesse contemporaneamente ed ortogonali tra loro.

Questa caratteristica quindi suddivide il contenuto delle informazioni da trasmettere su migliaia di portanti, 1750 (modalità 2K) o 6817 (modalità 8K). Ogni portante dista dalle adiacenti, in termini di fase, di 90°. Da cui deriva la definizione di ortogonalità. Per effetto dell’ortogonalità sono minimizzati al massimo i fenomeni di interferenza isocanale permettendo di utilizzare la stessa frequenza per la rete di ripetitori. Per aumentare la protezione da errori di trasmissione la modulazione OFDM viene codificata con il FEC (Forward Error Correction) e prende il nome di COFDM.

Le applicazioni

Le tre modalità di modulazione digitale esaminate fino ad ora sono quelle previste per i servizi di diffusione conformi alle specifiche DVB. Pertanto tutti gli apparecchi riceventi predisposti a ricevere segnali via satellite o via cavo o per via terrestre devono poter demodulare questi segnali. Purtroppo le diversità tra i vari sistemi di modulazione non permettono attualmente di avere un unico ricevitore digitale in grado di trattare segnali QPSK, QAM e COFDM. Nei piani del DVB ciò è auspicato ma la tecnologia non produce ancora front-end con tali caratteristiche. Non è escluso che tali prodotti vengano costruiti anche a breve termine soprattutto sotto la spinta di quei mercati dove esistono già i tre servizi digitali; satellite, cavo e terrestre. In Europa i primi a partire con il digitale terrestre sono stati gli inglesi che si trovano già di fronte al dilemma di dover impiegare due ricevitori diversi per i nuovi bouquet digitali da satellite di Sky Digital e per il bouquet digitale terrestre di BDB. La costruzione di ricevitori "universali" potrebbe sfruttare un front-end apposito oppure più front-end che condividono quei circuiti che si possono rendere comuni al trattamento dei tre segnali. Non ci rimane che attendere ulteriori sviluppi in attesa che il servizio digitale terrestre parta anche da noi.

Articolo scritto da Vincenzo Servodidio - E-mail: spira@tin.it

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LNB: SEMPLICEMENTE INDISPENSABILE

Un elemento importantissimo presente in ogni impianto ricevente da satellite è l'LNB chiamato anche convertitore. Questo elemento è tecnologicamente molto sofisticato perché deve avere a che fare con i debolissimi segnali ricevibili da satellite.
Cerchiamo di capire come funziona e quali sono le differenze tra i vari modelli in commercio.

Per ricevere da satellite servono tre cose: una antenna parabolica, un LNB ed un ricevitore da satellite. La formula non cambia qualunque siano i canali da ricevere, analogici o digitali. Si tratta di un "trio perfetto" formato da elementi insostituibili.
Ognuno di essi ha un compito ben preciso e il buon funzionamento di tutti e tre ci permette la ricezione di programmi tv e radio in chiaro e a pagamento.

LNB, una lunga storia
Dall'inizio delle trasmissioni via satellite vi è sempre stato bisogno di un dispositivo che permettesse di trasferire le altissime frequenze ricevute da satellite  verso un ricevitore impiegando normali cavi coassiali. Sostanzialmente il compito del convertitore o LNB  è proprio questo, abbassare le frequenze in gioco per permettere alle stesse di passare in un cavo senza grandi attenuazioni.
All'inizio la tecnologia non permetteva di costruire( LNB sofisticati come quelli attualmente in commercio pertanto venivano impiegate due unità separate: l'LNA (Low Noise Amplifier) e il BDC (Block down converter). L'LNA aveva il compito di amplificare il segnale mentre il BDC effettuava la vera conversione di frequenza.
Il principio su cui si basano gli attuali LNB non è cambiato ma oggi è possibile avere in un solo contenitore le due unità e quindi avere in un solo blocco quello che oggi chiamiamo LNB (Low Noise Block down converter).
Le caratteristiche degli LNB sono cambiate nel tempo per adattarsi alle graduali evoluzioni dei ricevitori. Questi ultimi infatti hanno subito modifiche soprattutto nei riguardi della gamma di sintonia. I primi ricevitori avevano una gamma di sintonia compresa tra 950 e 1450 MHz, nel giro di pochi anni si è passati alla gamma 950-1750 MHz seguita da estensioni verso il basso e verso l'alto secondo le evoluzioni che nel frattempo si avevano nel panorama di canali trasmessi da satellite.
Vi è un preciso momento storico in cui vi è stata la necessità di abbassare la gamma di sintonia. La Pace fu la prima casa costruttrice ad introdurre nei suoi ricevitori una gamma di sintonia a partire da 700 MHz. Questa bassa frequenza, appartenente normalmente alla banda UHF tv, venne scelta per effetto della messa in servizio del satellite Astra 1D allo scopo di permetterne la ricezione a tutti gli utenti inglesi dotati da tempo di antenna parabolica e LNB. I vecchi LNB infatti permettevano di ricevere le frequenze più basse ma i ricevitori no. Pertanto la Pace introdusse ricevitori con gamma di sintonia estesa verso il basso per stimolare i possessori di vecchi ricevitori all'acquisto di un ricevitore più moderno senza dover intervenire con modifiche sull'antenna.
Subito dopo nacque l'esigenza di allargare la gamma di sintonia verso l'alto  e quindi gli LNB si adattarono a fornire una gamma più ampia fino a raggiungere e superare i 2000 MHz.
Gli attuali LNB raggiungono i 2150 MHz e si adattano perfettamente ai ricevitori che sono in commercio.

LNB universali
Gli attuali LNB si chiamano "universali". Senza commentare il nome che gli è stato attribuito, diciamo subito che l'universalità si riferisce al fatto che è consentita la ricezione di tutta la gamma di frequenze trasmesse dagli attuali satelliti, suddividendo l'intera gamma in due sotto gamme chiamate: banda bassa e banda alta.
In commercio esistono moltissimi esemplari di LNB universale e la loro costruzione è stata incentivata con contributi economici ai costruttori. Questa politica ha permesso una larga diffusione di questi LNB al punto da portarne il prezzo a minimi storici mai raggiunti in passato da qualsiasi altro tipo di LNB. Ovviamente i modelli di marca costano ancora il loro giusto prezzo ma si possono trovare in circolazione modelli fabbricati su larga scala a prezzi molto bassi. Ovviamente il nostro consiglio è di affidarsi ad un costruttore di chiara fama che garantisca il prodotto.
Gli LNB universali integrano la possibilità di ricevere una gamma molto ampia di frequenze che oggi si estende da 10,700 MHz fino a 12,750 MHz.  Questa gamma viene suddivisa in due gamme. La prima va da 10,7 a 11,7 GHz e viene chiamata banda bassa, la seconda va da 11,7 a 12,75 GHz ed è chiamata banda alta.

Quali canali, quali bande?
Facendo alcuni esempi pratici, possiamo individuare tra i canali che si possono ricevere quali appartengono alla banda bassa e quali alla banda alta. Ad esempio il canale analogico RAI UNO viene trasmesso dal satellite Hot Bird  sul transponder 8 che corrisponde alla frequenza 11,366 GHz in polarizzazione verticale. Tale frequenza è tra quelle ricevibili in banda bassa. Se invece si vuole ricevere RAI UNO in digitale si deve passare alla banda alta in quanto il pacchetto digitale della RAI è trasmesso dal satellite Hot Bird  2 dal transponder 54 che corrisponde alla frequenza di 11,804 GHz in polarizzazione verticale.
La commutazione tra le due bande avviene grazie ad un segnale di controllo costituito da un tono da 22 kHz. Questo tono può transitare nello stesso cavo coassiale che collega il ricevitore all'LNB pertanto il controllo dell'LNB non richiede fili aggiunti. Tutti gli attuali ricevitori sono in grado di  produrre il tono a 22 kHz compresi anche i ricevitori digitali. Molti ricevitori lasciano la libera scelta di attivazione o meno del tono mentre i ricevitori digitali normalmente attivano il tono automaticamente quando viene richiesta la sintonia di una frequenza superiore a 11,7 GHz.

Quanti tipi di LNB universali
Il concetto di "LNB universale "  è legato al fatto che  nello stesso LNB ve ne sono in pratica due, uno per la ricezione della banda bassa l'altro per quella alta.
Ciò implica la presenza di un sistema di commutazione che come abbiamo visto è affidato al tono a 22 kHz.
Normalmente un LNB universale ha un solo connettore di collegamento ed è  dedicato alla realizzazione di impianti di ricezione individuale. Volendo utilizzare la stessa antenna parabolica per portare i segnali a più utenti e quindi a più ricevitori, il classico LNB universale non va bene in quanto non permette a più utenti di vedere programmi diversi tra loro sia come polarizzazione, V o H, che come banda, bassa o alta.
Svolgono questo scopo speciali versioni di LNB universale che precisamente sono due. Si possono avere LNB universali twin out e LNB universali a quattro uscite.
Nel primo caso l'LNB universale Twin out è destinato al collegamento di due ricevitori mentre il modello a quattro uscite viene impiegato in impianti collettivi per più di due ricevitori fino a decine di ricevitori collegati tutti alla stessa antenna.

LNB twin out, ideale per impianti analogici digitali
L'LNB universale twin out dispone di due uscite separate ed indipendenti. Ciò significa che ad ognuna delle due uscite si possono prelevare segnali da portare a due ricevitori che rimangono del tutto indipendenti dalle scelte di programma fatte dall'uno o dall'altro. Si tratta di una soluzione ideale anche per la realizzazione di impianti individuali con due ricevitori di cui uno analogico e l'altro digitale. Anche in questo caso si ottiene la completa indipendenza e quindi si può ad esempio registrare un programma digitale mentre se ne segue uno analogico e viceversa.

LNB a quattro uscite, la soluzione collettiva
negli impianti collettivi per collegare più ricevitori alla stessa antenna vengono solitamente impiegate centraline di distribuzione che hanno necessità di avere contemporaneamente disponibili tutti i programmi ricevibili. Ci vogliono quindi speciali LNB che forniscono su uscite separate i canali con polarizzazione verticale e orizzontale e con diversa banda, alta e bassa. Per risolvere il problema sono presenti sul mercato LNB universali a quattro uscite che incorporano ben quattro convertitori e che forniscono su quattro uscite separate i seguenti gruppi di canali: verticali in banda bassa, orizzontali in banda bassa, verticali in banda alta, orizzontali in banda alta.

Antenne motorizzate e LNB universali
Vista la grande offerta di canali digitali trasmessi da tutti i satelliti europei la tentazione di motorizzare l'antenna  è forte. Infatti una antenna dotata di LNB universale si può motorizzare ma il sistema funziona solo se l'antenna viene montata su un motore polare o su un supporto polare. La differenza tra i due consiste nel tipo di motore e nella struttura del supporto ma entrambi seguono fedelmente l'arco polare compensando automaticamente le differenze di polarizzazione (skew) dei vari satelliti. Se invece si monta l'antenna su un rotore d'antenna si hanno problemi di interferenze contropolari soprattutto sui satelliti posti alle longitudini estreme a est e ad ovest.
Chi ha già una antenna motorizzata e gli vuole collegare un ricevitore digitale lo può fare ma deve montare un LNB universale opportunamente allineato da un installatore professionista munito di strumentazione di misura.
 
 
fig.1 - Grazie all'LNB universale si possono ricevere tutti programmi trasmessi nella banda satellitare Ku. Infatti l'ampia banda satellitare non è ricevibile in blocco da un normale ricevitore satellite pertanto è necessario suddividerla in due bande: bassa e alta. L'LNB universale effettua questa suddivisione sotto il controllo del ricevitore il quale fornisce un apposito tono a 22 kHz utile alla commutazione tra le due bande.
 


 
 


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Articolo scritto da Vincenzo Servodidio - E-mail: spira@tin.it

LA SELVA DEI COLLEGAMENTI 

Siete riusciti a puntare la vostra prima antenna e siete pronti a godervi lo spettacolo. Prima di concedervi il meritato riposo dovete ancora predisporre i collegamenti con il televisore ed il videoregistratore. Vi sveliamo i trucchi per collegare tutto correttamente ed ottenere la massima qualità di immagini e suoni nonché la massima flessibilità dell’impianto.

Puntare l’antenna parabolica non è certo una operazione facile ma dopo vari tentativi siete riusciti a trovare il satellite giusto. Come abbiamo già visto, puntare l’antenna richiede una certa conoscenza delle problematiche di ricezione da satellite e quindi dei requisiti minimi per ottenere la ricezione. Tra questi i più importanti sono: avere il SUD disponibile e soprattutto la direzione di puntamento teorico aperta e priva di ostacoli; disporre di un  adeguato sostegno per l’antenna.
Dopo avere puntato con successo l’antenna  si deve procedere al collegamento del ricevitore sat al televisore di casa, al videoregistratore e all’impianto stereo hi-fi. Proprio dalla corretta esecuzione di questi collegamenti si ottiene la massima funzionalità dell’impianto.

Collegamenti perfetti
Un aspetto importante dell’impianto di ricezione riguarda i collegamenti con le altre apparecchiature domestiche quali il televisore e il videoregistratore. Normalmente ogni ricevitore satellite permette molteplici collegamenti sia audio che video. Inoltre, è spesso disponibile quello che viene definito “segnale RF” ovvero un segnale che permette di collegare il ricevitore satellite ad altre apparecchiature tramite il cavo dell’antenna tv. Vi sono quindi varie modalità di collegamento ognuna delle quali ha precise caratteristiche e fornisce un risultato diverso, in termini di tipo e qualità delle immagini e dei suoni. Trovare la giusta configurazione dei collegamenti significa ottenere le massime prestazioni relativamente anche alla funzionalità e alla facilità di gestione del complesso di apparecchiature collegate tra loro. E’ però opportuno fissare alcuni concetti basilari relativi alle caratteristiche elettriche e alle modalità di impiego delle varie prese di collegamento presenti sul pannello posteriore di un ricevitore satellite.

Tutti i connettori
Facciamo una breve panoramica sui connettori normalmente disponibili sul retro di un ricevitore satellite.
Normalmente, sia per dimensione che per aspetto le prese più evidenti sono le cosiddette “prese scart”. Un connettore in plastica nera dalla forma rettangolare e con due file di contatti per un totale di 21 poli, sono gli elementi che caratterizzano l’aspetto del connettore scart, quello più diffuso nel settore audio e video amatoriale.
Ad ogni contatto del connettore scart corrisponde un preciso segnale, infatti l’assegnazione dei vari segnali ai rispettivi contatti è standardizzata. Pertanto, ogni connettore scart dispone della stessa “piedinatura” ovvero della stessa disposizione dei vari segnali in entrata ed uscita. Ad esempio: il piedino contrassegnato con il numero 19 rappresenta l’ingresso video mentre i piedini 2 e 4 sono assegnati al segnale audio stereo in entrata.
Altri connettori quasi sempre presenti sono le cosiddette prese “fono” note anche come “rca” o “pin”. Queste prese rappresentano l’uscita audio stereo. Il colore dell’isolante identifica solitamente il canale audio, ”rosso” per il destro e “bianco” per il sinistro
In alcuni ricevitori satellite vi sono più di due connettori rca. Ad esempio vi possono essere tre connettori dei quali uno, di colore giallo, è previsto per l’uscita del segnale video da inviare ad un videoregistratore o ad un monitor, mentre gli altri due sono le uscite audio stereo.
Può capitare di trovare nei ricevitori di classe più elevata, una presa rca contrassegnata con la sigla B.B. che sta a significare “banda base”. Questa presa fornisce il segnale con caratteristiche tali da permettere l’inserzione di un decodificatore esterno per le tv analogiche criptate. Il decodificatore utilizza questo segnale per rimettere in chiaro le immagini ed i suoni.
Infine troviamo due connettori i cui dati dimensionali sono stabiliti dalle norme CEI e IEC. Questi due connettori sono una presa ed una spina e rappresentano i terminali di ingresso ed uscita del modulatore UHF. Quest’ultimo è un circuito interno presente nella maggioranza dei ricevitori sat che ha il compito di trasformare i segnali video e audio generando un segnale UHF del tutto paragonabile a quelli che vengono normalmente ricevuti per via terrestre. Il modulatore permette quindi di collegare al ricevitore satellite televisori e video registratori privi di prese scart. Il collegamento tramite modulatore non include l’audio stereo pertanto il segnale RF ha solamente l’audio monofonico.

La “magica” scart
Il connettore scart grazie alla sua universalità è la soluzione ideale per la connessione rapida di più segnali contemporaneamente. In esso è possibile far transitare segnali audio, video nonché segnali RGB, Y/C e dati. Nella figura 1 sono evidenziati i singoli segnali relativi ai poli di una presa scart. In un ricevitore sat si hanno normalmente più tipi di configurazione delle prese scart. Vi è infatti la scart dedicata al televisore quella dedicata al videoregistratore ed eventualmente una terza dedicata al collegamento di un decoder esterno.
Queste tre prese sono quelle presenti nella maggioranza di ricevitori sat analogici ma nella sostanza non differiscono dalle stesse prese presenti in un ricevitore digitale. Vediamo sinteticamente quali sono le differenze.
La presa scart TV è una presa nella quale sono sfruttati solo i percorsi dei segnali diretti al televisore, i segnali in uscita, per intenderci. Pertanto i segnali audio e video escono dal ricevitore sat e raggiungono il televisore ma non al contrario, ovvero nessun segnale utile parte dal televisore per raggiungere il ricevitore sat. Dalla scart TV fuoriescono quindi i seguenti segnali: video composito CVBS, audio stereo, commutazione AV, segnali di controllo del formato di immagine. La scart VCR è destinata al videoregistratore e, a differenza della scart TV, questa presa e bidirezionale. Infatti oltre a fornire i segnali da registrare è predisposta a ricevere i segnali di riproduzione da una videocassetta. La scart VCR  quindi gestisce i segnali sia in entrata che in uscita. Nella fase di riproduzione di una videocassetta, vengono disattivati momentaneamente i segnali del ricevitore sat e quindi i segnali del videoregistratore possono transitare verso il televisore. Questo passaggio avviene tra la scart VCR e la scart TV. Tutti i ricevitori sat prevedono che tra le due prese scart vi sia un apposito collegamento che permette la visione di una videocassetta senza dover modificare i collegamenti tra VCR, ricevitore sat e TV. La commutazione tra il segnale di  riproduzione della videocassetta e il segnale ricevuto da satellite, avviene automaticamente grazie alla tensione di commutazione presente al piedino 8 della scart del videoregistratore quando è attiva la funzione “play” .
La scart decoder è destinata al collegamento con un decodificatore per canali criptati. Essa è quindi di tipo bidirezionale ovvero fornisce in uscita il segnale criptato ed è predisposta a ricevere in entrata il segnale reso in chiaro dal decoder esterno.
Esistono vari tipi di decodificatori che forniscono il segnale decriptato in due modi: CVBS e RGB.
La modalità CVBS equivale ad avere in uscita un segnale video nella sua forma più conosciuta. La modalità RGB fornisce invece tre segnali corrispondenti ai tre colori primari: rosso, verde, blu, sfruttando tre poli separati della presa scart. I tipi attualmente più diffusi di decodificatori sono VideoCrypt e D2-Mac. Il primo utilizza la modalità CVBS mentre il secondo fornisce sia segnali CVBS che RGB.

Problemi e soluzioni
Partendo da un impianto collegato correttamente con connettori scart riportiamo alcune osservazioni su problemi che si possono manifestare.
Collegando il VCR con il cavo scart al ricevitore sat, si ottiene la registrazione su AV, pertanto il videoregistratore per registrare il satellite deve essere messo in AV che corrisponde in alcuni apparecchi al programma 0 oppure ad una funzione attivabile premendo un apposito tasto contrassegnato dalle sigle: EURO AV, VIDEO o la solita icona con una freccina che entra dal lato sinistro in un schermo tv. Abilitato l’ingresso AV è possibile che sul televisore non vi sia nessuna dimostrazione della avvenuta commutazione. Ciò accade perché il televisore tramite la scart riceve ancora i programmi da satellite mentre il vcr non fornisce ancora il segnale a 12 volt per la commutazione automatica ( disponibile solo durante il Play o durante la registrazione). Pertanto, vedere il programma da registrare tramite il VCR prima di attivare la registrazione non è sempre una operazione così  semplice ed immediata come si potrebbe pensare. E’ infatti più complicato del solito ottenere questa funzionalità in quanto il passaggio dipende dalle modalità di commutazione del ricevitore sat. Se quest’ultimo ha il tasto “vcr” il problema si risolve semplicemente, se invece è presente il tasto tv\sat alcuni ricevitori permettono il passaggio progressivo sat - tv ­ vcr, premendo più volte il tasto. Se nessuna delle due opzioni è disponibile rimane solo la modalità RF per la quale è necessario sintonizzare un canale del videoregistratore su quello generato dal modulatore del ricevitore satellite e sintonizzare un canale del televisore sul canale generato dal modulatore del videoregistratore. Così facendo, ammesso di trovare un canale UHF libero sul televisore, si ottiene la visione diretta di ciò che è presente all’ingresso del videoregistratore anche se quest’ultimo non è ancora entrato in registrazione.
Un altro problema che si potrebbe verificare si manifesta con una sovrapposizione di altre immagini TV su quelle del ricevitore sat quando è abilitata la scart del televisore sulla quale è collegato il ricevitore satellite. Ciò accade per una scarsa schermatura del cavo scart. Cavi scart economici non hanno una schermatura indipendente per ognuno dei segnali in transito, audio, video e RGB. Ciò significa che soprattutto sul segnale video, che contiene componenti ad alta frequenza, vi può essere un disturbo provocato dalla presenza di un differente segnale video sul percorso di ritorno del cavo scart. In pratica accade che il canale su cui è sintonizzato il televisore, essendo presente all’uscita della scart influisce sul segnale video proveniente dal ricevitore sat. Il risultato che si ottiene è una immagine apparentemente corretta dei programmi ricevuti da satellite ma con una sovrapposizione delle immagini relative al canale su cui era sintonizzato il televisore prima della commutazione AV. Per risolvere questo problema è necessaria la sostituzione del cavo scart con un cavo di migliore qualità completamente schermato.
Un ultimo problema si manifesta con i ricevitori da satellite digitali. Questi ricevitori forniscono alla scart TV segnali sia CVBS che RGB. Utilizzando un cavo scart a 21 poli cablati si ottiene, sui televisori che lo permettono, la visione diretta in RGB. Ciò significa che i segnali in uscita dal ricevitore sat arrivano direttamente al tubo catodico del televisore. La qualità ottenibile nella modalità RGB è molto elevata ma può provocare un funzionamento anomalo  del televisore quando, lasciando acceso il ricevitore sat, si vuole passare ad un normale programma tv terrestre. In tale situazione la maggioranza dei televisori da precedenza al segnale RGB pertanto ciò che si ottiene sullo schermo del tv è una mescolanza tra l’immagine RGB e quella del canale TV terrestre con una netta prevalenza di quella RGB. Per eliminare il problema si dovrebbe spegnere il ricevitore sat digitale ma ciò non è possibile se si stà registrando da satellite e si vuole nel frattempo seguire un programma terrestre. La soluzione pertanto consiste nel rinunciare alla modalità RGB sostituendo il cavo scart a 21 poli con un normale cavo scart a 8 poli. Così facendo si attiva la modalità CVBS e quindi i circuiti interni del televisore effettuano le commutazioni necessarie senza problemi. Un altro aspetto tecnico della modalità RGB non permette le regolazioni di luminosità, colore e contrasto.

Registrare il satellite
Se i vari collegamenti sono ben fatti, la registrazione di un programma tv satellite è una cosa facilissima. Si seleziona il programma sat da registrare e si predispone il videoregistratore in registrazione.
Durante la registrazione si deve fare attenzione a non cambiare programma satellite in quanto il videoregistratore registrerebbe tutto, anche i nostri cambi di canale. Non ci si deve dimenticare che il videoregistratore collegato al ricevitore satellite registra tramite scart da quest’ultimo. Ciò significa che la sorgente di segnale è il ricevitore sat pertanto il videoregistratore lo vede come una sorgente esterna e come tale se dovesse variare, varierebbe anche la registrazione. Per sintetizzare si può quindi dire che registrare da satellite è sicuramente possibile ma una volta avviata la registrazione non si può selezionare un programma tv satellite diverso da quello che si sta registrando.
Esistono in commercio speciali ricevitori dotati di doppio sistema di sintonia per il quale vengono chiamati ricevitori “twin tuner” o a “doppio tuner”. Questa caratteristica permette di registrare un programma tv diverso da quello che si stà seguendo mantenendo la completa indipendenza tra i due.

Portare i segnali sat nelle altre stanze
Dopo un primo periodo passato ad esplorare i vari canali diffusi via satellite si arriva inevitabilmente a stabilire delle preferenze. Vi sarà sicuramente un programma che vi entusiasma più di un altro e quindi a breve vi troverete a fare zapping solo tra i canali più interessanti.
A questo punto nasce solitamente la necessità di poter seguire il programma preferito dalla camera da letto o comunque da un altro televisore non collegato fisicamente al ricevitore satellite. In questo caso vi sono vari sistemi per portare il segnale verso le  altre stanze dell’appartamento e quindi verso altri televisori.
Analizziamo sinteticamente alcuni tra i sistemi disponibili sul mercato lasciando i dettagli ad un prossimo articolo.
Il segnale si può trasferire via cavo oppure via etere. Via cavo significa portare i segnali tramite gli stessi cavi coassiali che collegano i vari televisori all’antenna terrestre.
Via etere significa utilizzare dei sistemi di trasmissione domestica senza fili con la quale si può portare il segnale da una stanza all’altra senza dover avere necessariamente dei cavi di collegamento.
Sia uno che l’altro sistema raggiungono lo scopo ma hanno inevitabili pregi e difetti. Da un lato il sistema via cavo offre la massima sicurezza di funzionamento e sicuramente vi permette di allestire l’impianto con poca spesa, dall’altro lato il sistema via radio offre semplicità ed immediatezza ma impone l’uso di speciali accessori non del tutto economici. Qualunque sia il sistema di trasferimento dei segnali ciò che stà alla base del sistema deve essere un ricevitore analogico o digitale dotato di OSD ( On Screen Display) ovvero con la visualizzazione sullo schermo tv dei parametri di ricezione e delle funzioni regolabili. L’OSD è utilissimo per avere sotto controllo il ricevitore anche se fisicamente esso è posto in un’altra stanza. Grazie al telecomando a raggi infrarossi si possono comandare tranquillamente tutte le funzioni di qualunque ricevitore da qualsiasi stanza servita da un estensore di telecomando.
Tale sistema viene spesso utilizzato in quelle abitazioni dove non si vuole avere sott’occhio il ricevitore sat e lo si preferisce nascondere nel sotto tetto o in una stanza diversa da quella dove è situato il televisore principale dell’appartamento.

Tante possibilità da scoprire
Queste non sono che alcuni tra gli aspetti della ricezione via satellite. L’impianto di antenna , i collegamenti audio-video, le possibilità di registrazione e di controllo da altre stanze sono gli argomenti che stanno più a cuore agli appassionati satellitomani. Nei prossimi articoli non mancheremo di presentare casi reali di impianto con le possibile soluzioni di collegamento che soddisfano la maggioranza delle esigenze di ricezione e gestione dell’impianto. Siamo solo all’inizio di un viaggio che scoprirà tutti i misteri della ricezione via satellite.

 



appendice:

La presa scart
La sigla SCART è l'acronimo delle parole francesi Syndacat de Constructeurs d'Appareils Radio recepteurs e Televiseurs. L'origine della SCART è infatti Francese ed i primi studi per la sua realizzazione risalgono all 1980. Nella forma definitiva questa forma di connessione è stata adottata anche in altri paesi europei assumendo talvolta nomi diversi. I nomi più utilizzati sono: Scart, Peritel, Euro connector.
Gli elementi principali della connessione Scart sono la presa e il cavo di connessione. Mentre per la presa sono state stabilite caratteristiche ben precise legate a: disposizione e dimensioni dei vari piedini, assegnazione dei piedini ai segnali in transito, natura e livello dei vari segnali, impedenze tipiche di ingresso e di uscita; per i cavi di collegamento non esistono specifiche particolari per cui ne esistono in commercio varie versioni.

LA RIVOLUZIONE DIGITALE
di Vincenzo SERVODIDIO

La definiscono tutti così: è una rivoluzione digitale. Chi l’avrebbe detto che in soli tre anni il panorama della televisione avrebbe avuto una così rapida evoluzione tecnologica. Il digitale sta dilagando in tutti i servizi diffusivi, e non solo, sotto l’insegna del DVB Digital Video Broadcasting.
La “televisione” è oggi il pretesto per fare nascere una nutrita schiera di servizi collaterali che non sempre sono direttamente connessi all’aspetto diffusivo, anzi, ne sfruttano il potere di penetrazione per raggiungere un maggior numero di utenti.
Ciò è, tutto sommato, la naturale evoluzione tecnologica dettata dal DVB il cui standard ha riunito in un flusso unico di dati tutto ciò che può trarre vantaggi da una elevata velocità di trasmissione. Non a caso ci troviamo quindi di fronte a segnali video e audio compressi uniti a segnali dati che utilizzano tutti lo stesso mezzo trasmissivo ma che non devono essere obbligatoriamente legati da qualche relazione.
E’ l’aspetto “multimediale” che è vincente, e in questo contesto il DVB fa la parte di un “calderone” nel quale ci sono tutti gli ingredienti per fare esplodere l’offerta dei nuovi servizi e quindi sviluppare sia i nuovi mercati sia i mercati tradizionali che fino ad ora hanno percorso strade indipendenti.

Non solo televisione
L’aspetto più travolgente di questa rivoluzione è la rapidità con la quale nascono nuovi prodotti e nuove modalità di fruizione dello schermo televisivo. Assistiamo da un lato alla nascita di televisori con prese di ingresso adatte al collegamento con il computer mentre altri costruttori si stanno orientando verso l’integrazione totale.
La tendenza è quella di portare alla grande massa dei consumatori televisivi tutte quelle tecniche che richiedono oggi competenze specifiche, ad esempio l’uso del computer, la navigazione in Internet, o il semplice scambio di informazioni con i mezzi di telecomunicazione informatici.
I nuovi televisori incorporeranno tutto ciò che oggi risulta ostico ai più, con oggetti, modalità e procedure semplificate al massimo. Ciò è però quello che dicono i costruttori, la realtà è ben diversa in quanto il consumatore televisivo nella grande maggioranza dei casi non ha ancora capito come sintonizzare un nuovo canale oppure ha difficoltà nel programmare il timer del videoregistratore. I nuovi televisori avranno sicuramente funzioni aggiunte e quindi nuove funzionalità da “capire” prima di poterne usufruire.
Uno sforzo notevole nella semplificazione di procedure ma non di prestazioni sarà la mossa vincente che permetterà una larga diffusione dei nuovi prodotti.
Oltre all’integrazione nei nuovi tv di “computer” e “satellite” ci aspettano grandi cose che miglioreranno la fruizione puramente televisiva. Le più tangibili, che già oggi sono attive nelle trasmissioni digitali via satellite, sono la guida elettronica ai programmi e l’interattività.
L’inserimento dell’EPG  è senza dubbio una caratteristica che incontrerà il favore degli utenti televisivi più restii alle innovazioni tecnologiche. Allo scopo vi è già uno standard Europeo il nexTView che permetterà ai nuovi televisori dotati di EPG di ricevere le informazioni trasmesse dai broadcaster. Grazie al nuovo standard MHEG-5 sarà anche possibile dar luogo all’integrazione tra EPG e servizi interattivi sfruttando un interfaccia molto accattivante che unisce testo e grafica. L’interattività vedrà il suo ruolo iniziale  verso due direzioni: la fruizione attiva del mezzo televisivo e il gioco. La prima direzione è verso chi ha sempre avuto un approccio non passivo con la televisione, chi ama scegliere ciò che vuole vedere ed oggi sfrutta molto il videoregistratore troverà finalmente ampia soddisfazione nei nuovi servizi. Chi ama giocare troverà nel mezzo televisivo una fonte inesauribile di possibilità con la grande semplificazione data dall’assenza di un computer da avviare e da controllare.
Ciò non deve fare pensare che il mercato dei personal computer morirà anzi, il mezzo televisivo diventerà la palestra di chi, superato l’approccio tecnologico, vorrà sperimentare le potenzialità offerte dai personal computer multimediali.
 

Verso l’alta definizione
Un aspetto confortante delle nuove tecnologie è la qualità realmente ottenibile con le trasmissioni tv e radio digitali. Basta pensare al fatto che grazie alla tv digitale terrestre DTT spariranno dalle immagini tv tutte le riflessioni e le interferenze tipiche della tv terrestre analogica attualmente in servizio. Ma la naturale evoluzione qualitativa ha una sola strada da percorrere quella che porta alla tv ad alta definizione.
E’ da tempo che si parla di HDTV, prima con il raddoppiamento delle linee tv, poi con l’introduzione dell’HD-Mac  ma questi non sono stati che timidi tentativi molto costosi e dai risultati insoddisfacenti.
Grazie alla tecnologia digitale si sono superati i limiti fisici dell”analogico” e quindi parlare oggi di alta definizione TV è molto realistico e a breve ne avremo le prove.

Parte la tv digitale terrestre ed è già guerra
La partenza della DTT Digital Terrestrial Television in Inghilterra ha fatto nascere un contenzioso tra BDB e BSkyB. BDB, British Digital Broadcasting, offrirà 15 canali televisivi di cui 12 nell’offerta basic e 3 nell’offerta premium. Verrà utilizzato un ricevitore DVB-T con accesso condizionato Mediaguard (meglio conosciuto come Seca).
Il problema sollevato da BSkyB nasce dall’incompatibilità tra il sistema digitale satellite e quello terrestre. Infatti  la tv digitale terrestre utilizza la modulazione COFDM mentre la tv digitale satellite utilizza il QPSK. Queste differenze possono costituire un ostacolo commerciale allo sviluppo di Sky Digital ma BDB ha come target iniziale raggiungere tutti gli utenti non agganciati al gruppo Sky, facendo leva sulla semplicità del sistema e sul prezzo più conveniente. Le intenzioni di BDB sono di permettere all’utente finale di comprare il ricevitore DVB-T ed installarselo da solo. Operazione realisticamente possibile visto che che la DTT prevede l’impiego della normale antenna terrestre già presente in tutte le case. Il set top box terrestre sarà più economico di quello satellite mentre quest’ultimo richiede anche l’installazione dell’antenna parabolica. Certo, l’ideale sarebbe avere un unico ricevitore compatibile DVB-S e DVB-T e, vista l’alta integrazione  ottenibile oggi con un single chip DVB-T non è escluso che ciò possa già essere nei progetti di qualche costruttore. Dall’altro lato vi è un forte interesse ad integrare il tuner DVB-T nei televisori pertanto il ricevitore esterno dovrebbe coprire solo la prima fase di introduzione del DVB-T che sarà probabilmente molto lunga per dare il tempo agli utenti di abituarsi all’idea di cambiare il televisore. In tal senso si deve considerare anche la tendenza attuale a trasformare il televisore come un centro multimediale, fattore, questo, che produrrà una grande spinta al rinnovamento del parco di televisori.  L’inghilterra vivrà quindi per prima in Europa l’esperienza dell’integrazione delle tre branchie del DVB: satellite, cavo e terrestre. Sarà comunque presto raggiunta da altri paesi  non ultima l’Italia dove la sperimentazione del DVB-T si stà avviando.

Sky Digital ai blocchi di partenza
BSkyB ha lanciato ufficialmente a Cable & Satellite 98 la partenza delle sue trasmissioni digitali via satellite con Sky Digital. Le trasmissioni inizieranno entro la fine dell’anno dal satellite Astra  a 28,2° est, posizione orbitale ancora contesa con Eutelsat.
L’obbiettivo è offrire 4 bouquet di programmi e servizi interattivi.  L’offerta si articola con: “Sky Movie Multiplexing”, 10 programmi di film; Sky Box Office, 50 programmi di film, sport e intrattenimento con partenza dei film ogni 15 minuti; Sky music choice channels, 50 programmi musicali attivi 24 ore su 24 e per finire 15 programmi “free to air” relativi a canali già esistenti compresi quelli terrestri.
I ricevitori per Sky Digital sono al momento quattro: Grundig, Pace, Panasonic, Amstrad. Tutti integreranno OpenTV ed utilizzeranno il sistema di accesso condizionato NDS.

Evoluzione dei set top box
C’era una volta il ricevitore digitale. Oggi non basta più definire così il famoso “set top box”. La rivoluzione digitale ha coinvolto ovviamente anche i costruttori di ricevitori che oggi sono costretti ad operare come partner dei vari broadcaster e quindi a diversificare i loro prodotti secondo le specifiche dettate da questo  o quel fornitore di servizi. Il momento contingente non permette ancora uno sviluppo libero dell’offerta di prodotti, se mai ci sarà. Questa situazione è determinata dalla veloce fase evolutiva del “sistema digitale” che richiede, nostro malgrado una certa flessibilità sia di vedute che economica. I vantaggi del digitale sono indiscussi ma un fattore certo è anche l’estrema mobilità tecnologica determinata dalla nascita di nuove piattaforme e dall’integrazione con nuovi sistemi multimediali ed interattivi, crea un certo disorientamento soprattutto nell’utente finale. Per andare oltre, verso una tecnologia assodata, si deve aspettare ancora qualche anno; quando il processo evolutivo avrà determinato, anche se non totalmente, i ruoli definitivi del “gioco”.
Un dato di fatto è che alla Cable & Satellite 98 di ricevitori digitali ne abbiamo visti di tutte le specie compresi i coreani e i taiwanesi sintomo questo di un mercato in espansione in tutto il mondo.
Cercando di fare chiarezza possiamo oggi distinguere tre filoni principali che corrispondono ai tre rami principali del DVB e precisamente: DVB-S (satellite), DVB-C (cavo) e DVB-T (terrestre). Analogamente abbiamo tre diversi ricevitori nei quali ciò che cambia sostanzialmente è il “front end” che deve essere rispettivamente, QPSK, QAM, COFDM. Al momento la categoria più ricca è quella del satellite dove possiamo distinguere le seguenti versioni di ricevitori: “free to air”, per la ricezione dei canali in chiaro; “IRD”, con modulo di accesso condizionato esterno e lettore di smart card interno, ad esempio Irdeto; “Embedded CAS”, con sistema di accesso condizionato integrato e montato stabilmente all’interno del ricevitore; ‘Common Interface”, con un connettore standard PCMCIA ( noto anche come PC CARD) nel quale inserire un apposito modulo di accesso che integra il lettore di smart card. A queste varianti ogni broadcaster può aggiungere un sistema operativo che gestisca i servizi interattivi e l’interfaccia grafica, tra i più “gettonati” abbiamo il sistema OpenTV™. Ci possono poi essere versioni ibride dove possiamo avere l’interfaccia comune insieme ad un embedded CAS e a OpenTV™. Insomma siamo in una fase in cui ogni broadcaster deve dire ai suoi abbonati quale ricevitore comprare e non è al momento prevedibile una “liberalizzazione” o standardizzazione dei sistemi anche perché la tanto auspicata interfaccia comune non è ancora applicata dai broadcaster, e chissà se lo sarà mai (vedi il caso Italiano dei moduli CI Irdeto).

TRANSPORT STREAM (TS)

La trasmissione di programmi e servizi secondo lo standard DVB avviene per mezzo di un flusso di dati chiamato in gergo "Transport Stream" abbreviato TS. Il TS è quindi il segnale che va a modulare in QPSK il trasmettitore di una stazione di uplink per la tv satellite oppure in QAM il trasmettitore di una stazione di testa per tv via cavo. Il TS è il risultato di una multiplazione o, in gergo "Multiplex" di pacchetti di dati elementari chiamati PES "Packetized Elementary Streams" che contengono le informazioni video, audio e dati di un singolo programma con tutti gli elementi per sincronizzare l'audio con il video e per l'eventuale criptaggio. Lo stesso multiplex riceve dati aggiuntivi relativi alla identificazione dei servizi trasmessi SI, al controllo di accesso CA e alla guida elettronica ai programmi EPG.

Il pacchetto di trasporto

Tutte le informazioni da trasmettere vengono mescolate e suddivise in pacchetti di dati a lunghezza fissa di 188 byte detti pacchetti di trasporto o "Transport Packet". Nella fase di trasmissione ad ogni pacchetto da 188 byte vengono aggiunti 16 byte e quindi i pacchetti assumono la lunghezza totale di 204 byte. I 16 byte aggiunti sono relativi alla protezione ovvero al sistema di correzione degli errori della codifica Reed Solomon chiamata anche RS(204,188 T=8).

Packet Header

Dei 188 Byte relativi ad un singolo pacchetto dello stream di trasporto, 4 sono dedicati all'intestazione "packet header" e sono suddivisi nel modo seguente. L'inizio è sempre costituito dal codice esadecimale fisso a 47 con lo scopo di identificare l'inizio del pacchetto. I restanti bit sono descritti nella figura seguente.

Legenda:
Sync 47h = 8 bit di sincronismo fissi all'esadecimale 47
EI = Transport Error Indicator, ammontare degli errori rilevati
PUSI = Pyload Unit Start Indicator, inizio del pacchetto
PES TPR = Transport Priority, indicatore di prioritˆ
PID = Program Identifier, identificatore del pacchetto
TSC = Transport Scrambling Control, tipo di criptaggio
AFC = Adptation Fiel Control, controllo del campo di adattamento
CC = Continuity Counter, contatore di continuitˆ tra le sezioni di PES

Costituzione del transport stream

Nella figura seguente è illustrata la composizione del transport stream Mpeg-2. I singoli dati PES possono avere una lunghezza che non ricade nei multipli di 188 byte pertanto la norma ISO/IEC 13818-1 prescrive che tali pacchetti vengano suddivisi su più ottetti da 184 byte avendo l'accortezza di fare sempre iniziare un pacchetto PES con l'inizio dell'ottetto e la fine del pacchetto PES con la fine dell'ottetto. L'eventuale spazio rimanente all'interno dell'ultimo ottetto viene compensato e riempito da informazioni di adattamento chiamate AF o "Adaptation Field".

3 TRUCCHI PER IMPIANTI INDIVIDUALI

Presentiamo alcuni espedienti per risolvere alcuni dei problemi installativi che si verificano con più frequenza. Si tratta di alcune soluzioni ad “hoc” che permettono di modificare e ampliare l’impianto cercando di contenere le problematiche relative al cavo di discesa quali la sua sostituzione o l’aggiunta di altri cavi.
 

Nella fase di installazione di un impianto individuale per la ricezione via satellite, capita spesso di dover adottare soluzioni di ripiego per gestire i percorsi dei cavi e gli eventuali ampliamenti dell’impianto. Tra le problematiche più frequenti ne abbiamo selezionate. La prima nasce dall’esigenza di collegare un ricevitore analogico ed un ricevitore digitale alla stessa antenna senza modificare la linea di discesa e l’antenna. La seconda deriva dall’impossibilità di aggiungere un secondo cavo per la tv satellite affiancandolo a quello già esistente per la tv terrestre. La terza è invece quella che nasce dall’esigenza di portare i segnali della tv satellite verso altri televisori della casa.
Di seguito, forniamo tre possibili soluzioni che permettono di ottenere risultati soddisfacenti con una spesa limitata.

Trucco n°1 – Collegare analogico e digitale alla stessa antenna nel modo più semplice possibile
Collegare due ricevitori alla stessa antenna è una esigenza nata dall’introduzione della tv digitale. Infatti molti appassionati di tv satellite che già disponevano di un impianto per la tv satellite analogica, si sono trovati di fronte al problema di aggiungere il ricevitore digitale e quindi condividere l’antenna tra i due ricevitori. Vi sono vari metodi per ottenere lo scopo, di seguito presentiamo quello più semplice.

Fig1 Il sistema più semplice per collegare due ricevitori alla stessa antenna è quella di aggiungere uno splitter. E’ tuttavia opportuno che i ricevitori vengano accesi uno alla volta.

Il sistema consiste nell’inserire un divisore di segnale chiamato in gergo “ splitter a due uscite” sull’estremità del cavo di antenna che già collega il ricevitore analogico. L’inserzione può avvenire quindi direttamente alla testa del cavo che entra in casa. Il sistema funziona correttamente a condizione che i ricevitori vengano accesi uno alla volta. E’ opportuno chiarire perché ciò costituisca un requisito essenziale.
Come è noto, il ricevitore sat per ricevere tutti i canali trasmessi da un satellite utilizza un LNB universale. Questo componente suddivide l’intera offerta di canali ricevuti dal satellite in quattro gruppi di canali aventi differente polarizzazione e banda di appartenenza. Tutti i canali ricevibili sono quindi suddivisi nei seguenti gruppi: canali verticali della banda bassa, canali orizzontali della banda bassa, canali verticali della banda alta, canali orizzontali della banda alta.
Per la selezione del canale da ricevere ad ognuno di questi gruppi viene fatto corrispondere un preciso comando inviato dal ricevitore all’LNB. Tale comando utilizza due componenti essenziali che sono la “tensione” ed il “tono”.
La tensione viene fatta variare tra due valori possibili, 13 e 18 volt, valori ai quali vengono associati rispettivamente i canali verticali e quelli orizzontali.
Il tono è costituito da un segnale avente una frequenza di 22 kHz che può essere attivo oppure spento. Il tono viene trasmesso all’LNB tramite lo stesso cavo coassiale che porta la tensione di LNB e trasferisce nello stesso tempo i segnali ricevuti al ricevitore sat. Con il tono spento l’LNB universale fornisce alla sua uscita soltanto i canali  della banda bassa mentre, con il tono attivo, fornisce i canali della banda alta. La comprensione di questi meccanismi spiega perché se due ricevitori vengono applicati allo stesso LNB si possono verificare delle anomalie di funzionamento. E’ chiaro che non si tratta di anomalie che possono avere un’influenza distruttiva sull’LNB o sul ricevitore, infatti anche nelle condizioni di massima incompatibilità non si può danneggiare nulla, ma la ricezione viene influenzata dalla presenza contemporanea di comandi incompatibili alcuni dei quali sono ignorati dall’LNB.
Il primo motivo di incompatibilità è dato  dal valore di tensione generata dal ricevitore e inviata all’LNB. I principi dell’elettrotecnica dimostrano che se due generatori di tensione vengono applicati allo stesso carico, quello che ha la tensione più alta vince. Quindi, se si hanno due ricevitori collegati allo stesso LNB, quello che fornisce la tensione di 18 volt vince su quello che fornisce la tensione di 13 volt. Non accade nulla se, invece, le tensioni fornite dai due ricevitori sono le stesse. Anzi, in questo caso si ottiene la ricezione contemporanea dai due ricevitori con possibilità di cambiare canale in modo indipendente a patto di rimanere entro quei canali che hanno la stessa polarizzazione. Tirando in ballo anche il tono a 22 kHz si ottiene un secondo motivo di incompatibilità. Infatti, la presenza del tono vince sull’assenza. Ciò significa che se uno dei due ricevitori collegati allo stesso LNB genera il tono a 22 kHz vince su quello che non lo genera.
Per evitare l’invio di comandi incompatibili verso l’LNB, si deve quindi obbligatoriamente accendere un ricevitore alla volta. Vi è una sola eccezione dovuta a quesi ricevitori che anche quando sono in standby generano la tensione di alimentazione per l’LNB. In questi casi si deve disattivare questa funzione intervenendo con l’apposita procedura di programmazione, purtroppo diversa da ricevitore a ricevitore e quindi da ricercare nel libretto di istruzioni dell’apparecchio.

Materiali necessari:
1  splitter a due uscite con diodi per il passaggio della tensione di alimentazione dell’LNB.
2 Cavi intestati con connettori tipo F per il collegamento tra lo splitter e i due ricevitori.
 

Metodi alternativi
Installare un commutatore analogico/digitale a priorità.
Installare un LNB Twin Out
Installare due antenne paraboliche.

Pregi:
Sistema semplice, e più economico rispetto a qualsiasi altro metodo alternativo, per collegare due ricevitori alla stessa antenna.
Gestione dell’impianto di facile comprensione in quanto egata alla semplice attivazione di un ricevitore per volta.

Difetti:
Non si ha la completa indipendenza tra i due ricevitori infatti possono funzionare entrambi solo se vengono ricevuti canali aventi la stessa polarizzazione e la stessa banda.
Non si può registrare un canale digitale mentre se ne segue uno analogico e viceversa.

Trucco n°2 – Come utilizzare lo stesso cavo di discesa per i canali terrestri e per quelli satellite?
Quando si decide di installare una antenna parabolica sul tetto di casa, si ha l’esigenza di portare in basso un nuovo cavo di discesa per la tv satellite. Spesso questa operazione è difficile oppure non si può eseguire per vari motivi. A questo punto ci si chiede se non sia possibile utilizzare il cavo tv esistente per portare in basso anche i segnali tv satellite. Diciamo subito che la cosa è possibile a condizioni che il cavo sia in buono stato o che sia addirittura di tipo sat ovvero idoneo a trasferire segnali con frequenze fino a 2150 MHz.
Nella maggioranza dei casi la soluzione consiste nell’aggiunta di due semplici dispositivi chiamati “miscelatori/demiscelatori”, uno sull’antenna, l’altro vicino al ricevitore. Con questi dispositivi si ottiene la miscelazione dei segnali terrestri a quelli satellite i quali possono così confluire nello stesso cavo e raggiungere l’appartamento sottostante.

 

Fig.2 Si possono trasferire su un solo cavo di discesa sia i segnali tv che quelli satellite. Per fare ciò basta avere a disposizione due combinatori collegandoli come miscelatore e demiscelatore. Il cavo di discesa deve essere adatto al trasferimento di segnali fino a 2150 MHz.
 

Si tratta di un sistema molto semplice ma che impone l’uso di dispositivi miscelatori/demiscelatori di buona qualità. Infatti la presenza di canali terrestri e canali satellite nello stesso cavo può introdurre interferenze reciproche. Per evitarle occorre che all’interno dei miscelatori e dei demiscelatori i due segnali siano ben separati. Consultando i dati tecnici di questi dispositivi occorre che l’isolamento sia superiore a 25 dB.
Consigliamo comunque, pur mantenendo un solo cavo di discesa,  di sostituire i vecchi cavi di discesa adatti alle sole bande televisive terrestri o comunque sostituire tutti i cavi più vecchi di cinque anni in quanto la qualità dei segnali tv satellite può essere molto penalizzata.

Materiali necessari:
2  combinatori o miscelatori/demiscelatori TV-SAT
2 Cavi intestati con connettori F per il collegamento tra i combinatori, l’LNB e il ricevitore sat

Metodi alternativi
Aggiungere un secondo cavo solo per il satellite
Convertire solo alcuni transponder satellite in banda VHF sfruttando così anche vecchi cavi esistenti (soluzione costosa ma adatta a distribuire i segnali anche ad altri ricevitori sat.)

Pregi :
Sistema semplice e poco costoso
Può supportare anche lunghe tratte di cavo o linee con prese in cascata a condizioni che le prese siano isolate dal lato utente e che la linea permetta il passaggio della tensione di alimentazione dell’LNB (soluzione di ripiego per sfruttare la linea di discesa in un condominio dove gli altri utenti non si vogliono collegare al satellite)

Difetti:
Sistema non sempre adottabile se non sostituendo il cavo di discesa.
 
 
 

Trucco n°3 – Come utilizzare un solo cavo di antenna per ricevere e per trasmettere
Spesso si ha l’esigenza di trasferire il segnale tv satellite anche ad altri televisori presenti nella stessa casa e collegati quindi alla stessa antenna terrestre. Per fare ciò vi sono diversi metodi ma quello più facilmente adottabile negli impianti individuali consiste nello sfruttamento del cavo che collega il ricevitore all’LNB per trasferire sul tetto il segnale RF  generato dal modulatore interno del ricevitore sat. Requisito essenziale di questo sistema è quindi la presenza del modulatore RF. Questo potrà essere lo stesso già presente all’interno del ricevitore sat oppure un modulatore esterno da aggiungere a quei ricevitori che ne sono sprovvisti. Ottenuto il segnale RF, per raggiungere lo scopo servono anche due dispositivi passivi chiamati normalmente “combinatori” oppure “miscelatori/demiscelatori. Questi dispositivi sono normalmente reversibili, ovvero possono funzionare collegati in due modalità con percorsi dei segnali opposti. Lo stesso dispositivo infatti si può comportare come demiscelatore, per separare i segnali terrestri da quelli satellite in 1ª IF, oppure come miscelatore, per unirli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fig.3 Quando si installa l’antenna parabolica sul tetto si può sfruttare il cavo satellite per riportare in antenna il segnale prelevato dal modulatore RF. Così facendo si può inviare questo segnale all’ingresso del centralino TV ottenendo la visione del canale sat su tutti i televisori di casa.
 

Con l’impiego di un paio di miscelatori/demiscelatori si può tranquillamente passare all’azione e modificare l’impianto nel modo seguente.
Cominciamo dal lato “interno” dell’impianto ovvero dall’appartamento. L’uscita del modulatore RF del ricevitore sat oppure del modulatore RF esterno si deve collegare al connettore “TV” del combinatore. Il connettore F di antenna del ricevitore satellite si deve collegare al connettore “SAT” del combinatore. Il connettore “MIX” del combinatore si collega infine al cavo di discesa proveniente dall’LNB esterno.
Passiamo ora al lato “esterno” dell’impianto ovvero all’antenna. In prossimità di essa si deve interrompere il cavo che collega l‘LNB per inserire il combinatore. Il cavo che quindi proviene dall’LNB si deve collegare al connettore “SAT” del combinatore. Il cavo di discesa si collega al connettore “MIX” del combinatore ed infine, il connettore “TV” del combinatore va collegato ad un cavo che raggiungerà l’amplificatore da palo o il centralino tv dell’antenna terrestre.
Quando l’impianto sarà assemblato si potrà ricevere su tutti i televisori dell’impianto un canale tv in più il cui contenuto sarà il programma satellite sintonizzato dal ricevitore satellite.

Materiali necessari
2  combinatori o miscelatori/demiscelatori TV-SAT
2 Cavi intestati con connettori F per il collegamento tra i combinatori, il centralino TV e il modulatore RF

Metodi alternativi
Aggiungere un secondo cavo di salita dal modulatore RF al centralino TV

Pregi :
Sistema semplice e poco costoso che risolve brillantemente il problema negli impianti di distribuzione monofamiliari
Permette di trasferire il canale satellite selezionato a tutti i televisori e videoregistratori collegati alla stessa antenna terrestre.

Difetti:
Sistema a volte non adottabile per la mancanza di canali UHF liberi.
Richiede un modulatore esterno per alcuni ricevitori digitali che ne sono sprovvisti di fabbrica.
Può capitare che il miscelatore o l’amplificatore di antenna o i centralino TV non disponga di un ingresso aggiuntivo

di Vincenzo SERVODIDIO

L'ELEVAZIONE DELL'ANTENNA PARABOLICA


Regione Capoluogo di provincia Azimut
(gradi)

Elevazione
(gradi)

Distanza dal satellite (km)
Piemonte TORINO 172.5 37.8 37 951
  VERCELLI 173.6 37.6 37 968
  NOVARA 173.9 37.5 37 977
  CUNEO 172.2 38.6 37 893
  ASTI 173.2 38.1 37 932
  ALESSANDRIA 173.8 38.1 37 931
Valle d'Aosta AOSTA 172.1 37.1 38 013
Lombardia VARESE 174.2 37.1 38 009
  COMO 174.5 37.1 38 006
  SONDRIO 175.7 36.8 38 034
  MILANO 174.7 37.5 37 975
  BERGAMO 175.4 37.3 37 993
  BRESCIA 176.1 37.5 37 977
  PAVIA 174.6 37.8 37 951
  CREMONA 175.8 37.9 37 942
  MANTOVA 176.9 38.0 37 941
Trentino - Alto Adige BOLZANO 177.7 36.5 38 058
  TRENTO 177.4 37.0 38 020
Veneto VERONA 177.2 37.6 37 965
  VICENZA 178.0 37.5 37 973
  BELLUNO 178.9 36.9 38 025
  TREVISO 178.9 37.4 37 983
  VENEZIA 179.1 37.7 37 962
  PADOVA 178.4 37.7 37 960
  ROVIGO 178.3 38.1 37 931
Friuli Venezia Giulia PORDENONE 179.5 37.1 38 009
  UDINE 180.3 37.0 38 017
  GORIZIA 180.9 37.1 38 007
  TRIESTE 181.1 37.4 37 982
Liguria IMPERIA 172.8 39.2 37 846
  SAVONA 173.5 38.7 37 879
  GENOVA 174.1 38.6 37 886
  LA SPEZIA 175.4 39.1 37 854
Emilia Romagna PIACENZA 175.3 38.0 37 937
  PARMA 176.2 38.3 37 912
  REGGIO EMILIA 176.6 38.4 37 901
  MODENA 177.0 38.5 37 896
  BOLOGNA 177.6 38.7 37 882
  FERRARA 178.0 38.3 37 911
  RAVENNA 178.9 38.8 37 873
  FORLI 178.6 39.0 37 856
Toscana MASSA CARRARA 175.9 39.2 37 845
  LUCCA 176.4 39.4 37 828
  PISTOIA 177.0 39.3 37 834
  FIRENZE 177.5 39.5 37 820
  LIVORNO 176.1 39.7 37 804
  PISA 176.2 39.5 37 818
  AREZZO 178.4 39.9 37 792
  SIENA 177.6 40.0 37 781
  GROSSETO 177.2 40.6 37 734
Umbria PERUGIA 179.1 40.3 37 761
  TERNI 179.5 40.9 37 714
Marche PESARO 179.9 39.4 37 829
  ANCONA 180.7 39.7 37 803
  MACERATA 180.7 40.0 37 777
  ASCOLI PICENO 180.8 40.5 37 739
Lazio VITERBO 178.7 41.0 37 703
  RIETI 179.8 41.0 37 701
  ROMA 179.2 41.6 37 659
  LATINA 179.9 42.1 37 623
  FROSINONE 180.5 41.9 37 637
Abruzzo AQUILA 180.6 41.1 37 697
  TERAMO 181.0 40.8 37 723
  PESCARA 181.8 41.0 37 707
  CHIETI 181.7 41.1 37 698
Molise ISERNIA 181.9 41.9 37 635
  CAMPOBASSO 182.5 42.0 37 633
Campania CASERTA 182.0 42.5 37 592
  BENEVENTO 182.7 42.4 37 598
  NAPOLI 181.9 42.8 37 574
  AVELLINO 182.7 42.7 37 580
  SALERNO 182.7 42.9 37 561
Puglia FOGGIA 183.9 42.0 37 628
  BARI 185.8 42.3 37 605
  TARANTO 186.5 43.0 37 555
  BRINDISI 187.6 42.7 37 575
  LECCE 188.0 43.0 37 554
Basilicata POTENZA 184.3 42.9 37 561
  MATERA 185.5 42.8 37 568
Calabria COSENZA 185.1 44.4 37 457
  CATANZARO 185.7 44.8 37 428
  REGGIO CALABRIA 184.3 45.8 37 360
Sicilia TRAPANI 179.2 45.9 37 347
  PALERMO 180.6 45.8 37 355
  MESSINA 184.1 45.7 37 366
  AGRIGENTO 181.0 46.7 37 293
  CALTANISSETTA 181.7 46.5 37 307
  ENNA 182.1 46.4 37 313
  CATANIA 183.4 46.5 37 311
  RAGUSA 182.9 47.1 37 266
  SIRACUSA 183.8 46.9 37 280
Sardegna SASSARI 173.2 42.7 37 578
  NUORO 174.3 43.2 37 540
  CAGLIARI 173.9 44.4 37 454
  ORISTANO 173.4 43.6 37 509

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 Come funziona la TV via satellite

A differenza della TV terrestre dove i segnali sono emessi da ripetitori a terra, ognuno dei quali irradia in una parte specifica del territorio, il segnale della TV satellitare proviene da un unico punto che si trova nello spazio. Qui si trova un apparecchio, chiamato appunto satellite, che segue la rotazione della Terra, mantenendo costantemente la stessa posizione relativa rispetto al terreno.
Il satellite orbita lungo l'equatore, a 36.000 Km di distanza dalla Terra in una zona chiamata "Fascia di Clarke", da dove "illumina" agevolmente una zona molto vasta. Per vedere i canali televisivi trasmessi dal satellite occorre una parabola, un convertitore (chiamato comunemente LNB) e un ricevitore. Da quest'ultimo parte un cavetto che va al vostro televisore e vi permette di vedere i canali. Ogni televisore va bene, anche vecchio di alcuni anni, ed eventualmente sprovvisto di presa "scart".
 Parabole

La parabola è un disco in vario materiale, generalmente alluminio, ferro o materie plastiche, che viene orientata con il lato concavo verso sud, in direzione del satellite che ci interessa ricevere.
La sua funzione è quella di riflettere le onde elettromagnetiche provenienti dal satellite in un punto (detto punto focale) nel quale è inserito un altro componente, il LNB. Può essere messa sul tetto o in giardino, poichè la sua posizione non influisce sulla qualità di ricezione, ciò che influisce è il perfetto puntamento verso il satellite.

Tipi principali:

  • Offset (Fuori fuoco): Questa forma permette maggiore efficenza a parità di dimensioni, e costi contenuti.
  • Prime focus (Primo fuoco): Classica parabola per ricevere segnali deboli e per grandezze elevate grazie alla elevata robustezza.
  • Gregoriana: una serie di rifessioni ottenute con dischi contrapposti gli conferisce ottimi risultati a prezzo di un costo elevato.
  • Cassegrain: a riflessioni multiple, per impieghi professionali.
  • Planar: antenna piatta.
Per ricevere la maggior parte delle trasmissioni satellitari in Italia è sufficiente una parabola da 70 cm.
 LNB

LNB è l'acronimo di Low Noise Block converter, vale a dire convertitore a basso rumore (disturbo). E' l'elemento che viene montato nel punto focale di fronte alla parabola, nell'anello che si trova sulla punta della staffa. Il compito di questo elemento è di ricevere e convertire ad una frequenza più bassa i segnali riflessi dalla parabola, convogliandoli poi in un cavo che va al ricevitore.
Il LNB è composto da tre apparati elettronici riuniti in un solo pezzo:
  • Illuminatore: raccoglie le onde elettromagnetiche ricevute dalla parabola e le convoglia in un polarizzatore.
  • Polarizzatore: in fase di trasmissione le onde elettomagnetiche vengono polarizzate (sono cioè disposte su piani diversi). Dopo aver attraversato l'illuminatore, il polarizzatore seleziona la polarità che intendiamo usare, per poi passare il segnale al convertitore.
  • Convertitore: ha la funzione di trasformare i segnali ad altissima frequenza ricevuti dalla parabola, e perciò non trasportabili via cavo, in segnali di frequenza più bassa (detta intermedia) usabile dai ricevitori .
Gli LNB detti "universali" sono alimentati dal ricevitore e convertono i segnali ricevuti dal satellite in uno spettro di frequenze con valori molto più bassi: infatti mentre i ricevitori lavorano con frequenze che vanno da 950 a 2150 MHz, i satelliti emettono generalmente in una banda che va da 9750 a 12750 MHz.
Un'altra importante caratteristica dei convertitori è la sensibilità in ricezione, espressa come "figura di rumore". Un buon convertitore deve avere tale parametro inferiore a 1.0 dB, e minore è tale valore minore sono i disturbi che andranno al ricevitore.
 Impianti Multi Satellite

Le posizioni orbitali da cui è possibile ricevere segnali sono molte, e una persona che volesse vedere i canali di più satelliti non può ovviamente rimanere con la parabola fissa su un satellite specifico.
In casi come questi ci sono essenzialmente due tipi di intervento: il multifeed o un motore per spostare la parabola verso il satellite che ci interessa.

Il multifeed si applica quando un utente vuol vedere solamente 2 o 3 satelliti, e consiste nel montare sulla stessa parabola un numero di LNB tale che ognuno sia focalizzato su un satellite specifico. I cavi che escono dagli LNB si riuniscono in un dispositivo chiamato commutatore (detto anche switch), comandato dal ricevitore, che sceglie quale LNB alimentare e quindi da quale satellite ricevere il segnale.



In un impianto motorizzato i componenti sono gli stessi di un impianto fisso, ma in questo caso troviamo in più un motore elettrico, agganciato alla parabola e al palo di supporto, che la posiziona su un determinato satellite. Il motore è alimentato direttamente dal ricevitore, tramite il cavo di trasmissione dei segnali TV.

I tipi principali di motore sono:
  • H-H: horizont to horizont (da orizzonte a orizzonte) motori con ampia escursione e molto robusti.
  • A Pistone: braccio telescopico.
  • Multisat: motore tangenziale alla parabola la quale rimane immobile.
  • Robot: motore al cui interno sono presenti due movimenti separati per elevazione e azimuth indipendenti.
  • Omnisat: versione ridotta del "robot".
 Ricevitori

Il ricevitore è il componente piu' importante dell'impianto satellitare, infatti è da questo che dipende la qualità dell'immagine, la capacità di ricevere ed elaborare in maniera corretta le informazioni spedite dal lontano trasmettitore e il corretto invio di comandi agli altri componenti collegati, come gli LNB, i commutatori o i motori.
Ne esistono di due tipi: analogici e digitali.

Analogico: questo tipo di trasmissione è stata la prima usata per la TV da satellite. Gli standard di trasmissione principali di questo tipo sono il PAL, il Secam e il Mac. Benchè i nuovi canali satellitari che nascono siano in pratica tutti digitali, ci sono ancora diverse decine di canali che trasmettono con questa modalità.

Digitale: la trasmissione delle immagini, dei suoni e dei dati in digitale avviene secondo un formato chiamato MPEG-2, che comprime il flusso dei dati in maniera tale che sia possibile inviarlo da un satellite verso terra. Questo formato è ormai lo standard accettato da tutte le TV che trasmettono in digitale, e qualsiasi ricevitore di questo tipo è adatto per ricevere e decomprimere il segnale.
 Codifica

I canali via satellite possono essere, per varie ragioni, resi non visibili a chiunque li sintonizzi. Per fare questo i segnali che compongono un immagine tv vengono alterati con un sistema di "codifica" che rende non visibile o disturbata l'immagine.
Per poter avere nuovamente l'immagine corretta si usano degli apparecchi chiamati "decoder", apparecchi che riordinano i segnali seguendo l'ordine inverso della codifica.
La decodifica oggi avviene per la maggior parte direttamente dentro i ricevitori, ma a volte può essere necessario un componente aggiuntivo chiamato CAM. Questo componente viene inserito in uno slot apposito del ricevitore e si usa quando è assente il modulo per un determinato sistema di decodifica.


La decodifica avviene solamente se possediamo una carta (che ha le dimensioni di una carta di credito) in cui si trova un circuito elettronico stampato e che viene rilasciata dal gestore dei canali che vogliamo vedere. Questa carta inserita negli slot del ricevitore o in una CAM è controllata da impulsi elettronici che provengono dal satellite e abilita o meno alla visione del canale su cui il ricevitore è sintonizzato.

I principali sistemi di codifica digitale attualmente in uso sono:

  • SECA-MEDIAGUARD
  • NDS-VIDEOGUARD
  • IRDETO
  • VIACCESS
  • NAGRAVISION
  • CONAX